La tesi di Adriano La Regina che la vorrebbe medievale è stata contestata Roma La Lupa Capitolina, il simbolo di Roma, è unopera antica o medievale? La domanda sino a qualche mese fa non si sarebbe potuta nemmeno porre. Vi erano divergenze tra gli archeologi rispetto allinquadramento storico-artistico della statua, ma ci si muoveva allinterno del mondo antico. Lipotesi di una realizzazione in epoca medievale è stata avanzata solo di recente dalla restauratrice Anna Maria Carruba ed è stata avvallata autorevolmente da Adriano La Regina che ne ha scritto su questo giornale. La tecnica di fusione, realizzata a cera persa col metodo diretto effettuato in un solo getto, è stata vista dai due ricercatori come il principale indizio di una datazione dellopera in età medievale dato che gli antichi avrebbero preferito la fusione in parti separate. Intorno a questo elemento, ritenuto dirimente, hanno avanzato altre considerazioni di carattere tecnico e stilistico che confermerebbero la nuova, sconvolgente datazione. Intorno ad essa si è aperto subito un dibattito che ha visto coinvolti storici dellarte antica e medievale, archeologi ed esperti della tecnologia antica. Nella giornata di ieri, per iniziativa del Dipartimento di Scienze Storiche e Archeologiche dellUniversità La Sapienza, si è tenuto un interessante incontro-dibattito che ha avuto lo scopo di far discutere tra loro i sostenitori di tesi fortemente contrapposte. Sintetizzare un dibattito vivace, nel corso del quale sono state avanzate ipotesi diverse e forniti dati nuovi, non è semplice. Numerosi archeologi intervenuti hanno sostenuto lantichità della statua e segnalato la difficoltà di considerare dirimente il tipo di fusione in conseguenza della nostra conoscenza limitata delle tecniche di lavorazione antiche dovuta al numero di grandi bronzi giunti sino a noi. Hanno aggiunto poi considerazioni di tipo stilistico e storico che permetterebbero un inquadramento più coerente dellopera in epoca antica anche se con alcune oscillazioni cronologiche significative: Giovanni Colonna ha prospettato una datazione nel primo quarto del V sec. a. C. e la fabbricazione in unofficina romana magari da parte di maestranze provenienti dalla Sardegna fenicio-punica; Gilda Bartoloni ha ipotizzato una realizzazione da parte di maestranze etrusche probabilmente veienti sempre nei decenni iniziali del V sec. a. C.; Andrea Carandini ha immaginato una datazione nella prima metà di quello stesso secolo. Francesco Roncalli ha insistito sul carattere di capolavoro del pezzo e sulla sua unicità; Maurizio Sannibale ha proposto di abbassarne la datazione e ha interpretato la statua come la ricostruzione a posteriori di un prototipo arcaico realizzato a partire dalla fine del IV sec. a. C.. Sempre a favore dellantichità della Lupa si sono schierati Eugenio la Rocca e Anna Mura Sommella che hanno richiamato le risultanze delle indagini archeometriche svolte in occasione del recente restauro dellopera. Adriano la Regina ha confermato invece la medievalità della statua. Una spaccatura si è registrata tra gli storici dellarte medievale e gli studiosi di tecnologia antica. Tra questi ultimi Edilberto Formigli (Università di Siena) ha sostenuto in maniera convinta che la Lupa sia opera di maestranze medievali ed evidenziato lassenza di unattenta levigatura, mentre Claudio Giardino ha perorato la causa delletruscità partendo dallesame della lega di bronzo dellopera ed evidenziando lalta percentuale di presenza del piombo non riscontrabile in età medievale. Sempre Giardino ha ricordato come lanalisi degli isotopi del piombo consenta di stabilire la provenienza del metallo dalle miniere sarde di Calabona, a sud di Alghero. Intorno alla Lupa Capitolina - cè da scommetterci - si continuerà a discutere ed è un bene dato che la sua notorietà laveva quasi preservata da studi specifici e approfonditi.
UN CONVEGNO PER DISCUTERE LA VERA ETÀ DELLA SCULTURA
Un dibattito è in corso tra gli studiosi sulla datazione della Lupa Capitolina, il simbolo di Roma. La tesi di Adriano La Regina che la statua sia medievale è stata contestata da molti archeologi e storici dell'arte. La tecnica di fusione utilizzata nella statua è stata vista come un indizio di una datazione medievale, ma molti hanno avanzato considerazioni di carattere tecnico e stilistico che confermerebbero l'antichità della statua. Un incontro-dibattito è stato tenuto all'Università La Sapienza per discutere le tesi fortemente contrapposte. Numerosi archeologi hanno sostenuto l'antichità della statua e hanno segnalato la difficoltà di considerare dirimente il tipo di fusione utilizzato.
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