-------------------------------------------------------------------------------- «Un grande palazzo nel centro storico», e Guido Angelo Terruzzi è disposto a rendere pubblica la sua sterminata raccolta darte. «Attraverso una fondazione», che gli sopravviva. La gara tra le città per accaparrarsi dipinti e arredi del facoltoso mecenate vede Milano e Roma in prima fila. Caduta in disgrazia pare invece Venezia (e sì che il '700 veneto è il piatto forte della collezione) dopo che limprenditore sè visto tagliare fuori nella corsa su palazzo Braschi. «Le città si facciano avanti, noi faremo di tutto per trovare una soluzione»: a fare da arbitro nella gara, il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, che ieri mattina ha preso parte alla vernice per la stampa della mostra al Vittoriano dove, prima che lesposizione sia portata a Milano, è esposta una parte della raccolta. A Roma parecchie opere di Terruzzi - tra cui i due giganteschi (per misure e qualità) Tiepolo - sono già ammirabili entrando allhotel Hilton a Monte Mario. «Non le toglierò mai da lì e lalbergo entrerà a far parte in eterno della mia fondazione», ha annunciato ieri lo stesso Terruzzi. Che ha poi raccontato: «Per comprare le opere darte ho venduto 17 palazzi che avevo a Roma». Per avere la collezione, la Capitale deve trovare un edificio grande e centrale. Il sottosegretario Danielle Mazzonis mette sul piatto lipotesi «Palazzo Corsini alla Lungara». E il direttore dei Beni culturali, Luciano Marchetti: «Si può pensare a palazzo Rivalta o agli spazi del Campidoglio liberati dagli uffici che andranno al Campidoglio Due». Pronto al dialogo il sindaco Walter Veltroni: «Siamo assolutamente disponibili. E ci farà piacere discuterne sia con Milano che con il ministero dei Beni culturali». (c.a.b.)