FOSSACESIA. Un nuovo ritrovamento archeologico nei pressi dell'abbazia di San Giovanni in Venere. Gli scavi sono ripresi ieri, dopo diverse settimane di interruzione, ed è stato scoperto, dentro una sepoltura femminile, un ricco corredo funerario: quattro fibule in bronzo, 4 vasi di cui una grande olla in ceramica dipinta e alcuni elementi di una collana in pasta vitrea colorata. La necropoli di epoca italica era venuta alla luce a dicembre. Le tombe sono state trovate durante i lavori di pavimentazione all'esterno dell'abbazia e avevano aperto un nuovo capitolo della storia di Fossacesia e della Frentania. I muovi ritrovamenti di ieri confermano l'importanza del sito italico costiero nell'area di San Giovanni in Venere, che oltre 2500 anni fa, secondo gli archeologi della Soprintendenza, rappresentava un baluardo vitale per le popolazioni insediate lungo l'Adriatico. Le sepolture risalgono al IV e V secolo avanti Cristo, quando la fascia costiera dell'Abruzzo meridionale era abitata dai Frentani. Per quanto si è potuto sondare finora la necropoli è composta da cinque tombe (ieri è stata aperta la quarta, oggi toccherà all'ultima), ma Andrea Staffa, responsabile di zona della Soprintendenza archeologica d'Abruzzo, che sta conducendo gli scavi, ipotizza che ve siano altre nei dintorni. «Continuiamo a investire nella valorizzazione di San Giovanni in Venere per dare vita ad un polo culturale, inserito a pieno titolo nei percorsi turistici, culturali e religiosi della regione», sottolinea il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, «la necropoli ha restituito un tesoro storico eccezionale e stiamo valutando le possibili iniziative da mettere in campo insieme alla Soprintendenza e alla Prefettura». I reperti, per ora, vengono custoditi in una sala del museo di Crecchio, in attesa di individuare un locale idoneo. Il Comune aveva suggerito di allestire un museo nel futuro centro turistico dell'ex ristorante Dei Preiori. Ieri mattina, a osservare gli archeologi al lavoro, c'erano anche i bimbi delle scuole elementari di Santa Maria Imbaro "Camillo Fattore" e di due classi di quinta elementare della scuola Eroi Ottobrini di Lanciano.
La necropoli restituisce un altro tesoro
Gli scavi archeologici nei pressi dell'abbazia di San Giovanni in Venere sono ripresi dopo diverse settimane di interruzione. Un nuovo ritrovamento è stato scoperto, un corredo funerario femminile con quattro fibule in bronzo, un grande olla in ceramica dipinta e elementi di una collana in pasta vitrea colorata. Le tombe risalgono al IV e V secolo a.C. e confermano l'importanza del sito italico costiero. La necropoli è composta da cinque tombe, ma si ipotizza che ve ne siano altre nei dintorni. I reperti vengono custoditi in una sala del museo di Crecchio e stanno valutando iniziative per valorizzare il sito.
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