Il gioco di squadra tra pubblico e privato ha sbaragliato i concorrenti, ed ora la macchina è pronta a ingranare. La partenza di Ermitage Italia, che avrà sede a Ferrara, è stata ufficializzata il 23 febbraio a San Pietroburgo, luogo dell'intesa tra il Museo statale russo dell'Ermitage, uno dei più prestigiosi al mondo, e la Provincia, il Comune di Ferrara e la Regione Emilia. Ieri, in Regione, la presentazione ufficiale. Si tratta della quarta sede estera del grande museo russo, che conta 5-6 milioni di visitatori l'anno, dopo Amsterdam, Las Vegas e Londra. In queste ore si lavora perché il protocollo riceva il suggello governativo. Allo stesso modo i russi si stanno adoperando perché venga inserito negli accordi bilaterali in occasione della prossima visita di Putin a Roma prevista a metà marzo. «Quando, nel maggio 2006, il direttore dell'Ermitage Michall Piotrovsky ha visitato ll nostro Castello - ha raccontato il presidente della Provincia di Ferrara, Pier Giorgio Dall'Acqua - è rimasto impressionato dall'opera di restauro e dai tempi di realizzazione. E' rimasto a lungo in silenzio a girare per le sale. Alla fine era entusiasta. Ha toccato con mano come si lavora a Ferrara». Il 4 ottobre 2006 è arrivata la tanto attesa comunicazione: Ferrara era stata designata. Due le sedi: quella di rappresentanza, nel Castello, e il Centro scientifico di Cultura, che costerà 350-400mila euro all'anno, situato a palazzo Giglioli (in corso Giovecca) e operativo da luglio. La struttura ospiterà anche una foresteria con 14 mini alloggi per i ricercatori. Ermitage Italia, la fondazione culturale che verrà avviata dalle istituzioni firmatarie del protocollo (Comune, Provincia e Regione) e che sarà inaugurata a ottobre, avrà il compito di svlluppare importanti progetti scientifici e culturali. In primo piano, la catalogazione delle collezioni di arte italiana dell'Ermitage, con la successiva pubblicazione dei risultati: l'istituzione di un centro di raccolta dati sulla storia del collezionismo in Italia in relazione alle collezioni del museo russo; l'organizzazione di stage di aggiornamento per i collaboratori nei campi della storia, della cultura, della museologia, del restauro, della conservazione e della gestione dei beni culturali. Infine, l'organizzazione di una pioggia di conferenze, seminari e tavole rotonde. Allo stesso tempo a Ferrara verranno realizzate mostre con opere del museo dell'Ermitage, con la possibile collaborazione di altri musei. Per ora in programma ce ne sono due: la prima, nel 2008, sulla pittura ferrarese del Cinquecento; la seconda, nel 2010, sull'arte dell'Islam. Entro giugno la Fondazione Ermitage Italia, che gestirà il Centro scientifico culturale, dovrà presentare il piano di lavoro dei prossimi cinque anni, procedere alla composizione di un Comitato scientifico - presieduto dal direttore dell'Ermitage Piotrovsky in collaborazione con due direttori, uno di nomina russa, l'altro di nomina italiana già individuata nella professoressa Francesca Cappelletti della Facoltà di Storia dell'Arte di Ferrara - per l'attuazione del programma e la scelta della squadra dei collaboratori. Ieri pomeriggio, al rientro daa Bologna, il sindaco Sateriale ha informato anche il consiglio comunale sui contenuti dell'accordo raggiunto con l'Ermitage, soffermandosi in particolare sulle due mostre. A proposito della mostra sull'Islam ha detto che si tratta non solo di un fatto culturale di primo piano, ma anche di un fatto che destinato ad avere un rilievo politico.