SEPINO. Nessun "baratto" nel territorio dell'antica Saepinum. E' questo quanto affermato da Danielle Mazzonis, sottosegretario al dicastero per i Beni Culturali, a margine della presentazione delle "Linee guida" del dicastero per i Beni culturali per la progettazione e valutazione paesaggistica degli impianti eolici, in risposta alle parole del presidente di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, che qualche giorno fa aveva gridato allo scandalo a proposito della possibile istallazione di pale eoliche "alte quanto la Cupola di San Pietro" nella zona a ridosso degli scavi archeologici del sito dell'Altilia di Sepino. In particolare Ripa di Meana aveva denunciato l'ipotesi di un "baratto", che sarebbe stato alla base dell'accettazione dell'installazione in cambio di contributi per lavori di scavo coperti per un arco di tempo pari a 29 anni. "Siamo molto preoccupati che il principio del baratto faccia premio sulla tutela del paesaggio", aveva dichiarato tempo prima il presidente di Italia nostra. Contro questa ipotesi muovono le ultime dichiarazioni della Mazzonis, che rintraccia nell'interesse locale, volto a coprire le spese di bilancio, la volontà di istallare l'impianto eolico nella zona, smentendo quindi la presenza di qualsiasi tipo di baratto con le istituzioni.