Larcheologia siciliana è tema dellultimo documentario del regista palermitano Salvo Cuccia. "Oltre Selinunte", questo è il titolo, dopo il debutto nei giorni scorsi in una rassegna romana, parteciperà alle più importanti rassegne internazionali sui documentari. Il film, della durata di 56 minuti, racconta il sogno di un uomo, Vincenzo Tusa: la sua storia è un atto politico che si protrae per circa ventanni (dai primi anni Sessanta a metà degli anni Ottanta). Un atto politico che consiste nel salvaguardare un sito archeologico di enorme importanza come Selinunte. Grazie a lui, il sito è rimasto indenne anche in seguito agli attacchi dei cugini Salvo, i potenti esattori di Salemi indagati poi per mafia - «i vicerè di Sicilia», come erano chiamati - che volevano costruire un grande albergo al baglio Florio, a pochi metri dai templi. Tusa per gli scavi, tra laltro, assunse come operai i tombaroli locali, per evitare che continuassero a recarsi giorno dopo giorno a razziare i reperti. Nel film cè anche una efficace «apparizione» di Vincenzo Consolo: Tusa infatti fece in modo che su Selinunte si accendessero i riflettori dei media e della cultura. Vincenzo Tusa, da soprintendente alle Antichità della Sicilia occidentale per più di 20 anni ha lavorato alla costituzione di un parco archeologico: dopo il 1985 venne definitivamente chiusa e delimitata unarea di 270 ettari, oggi incontaminata.
LARCHEOLOGIA Selinunte, il sogno di Tusa raccontato da un documentario
Il documentario "Oltre Selinunte" di Salvo Cuccia racconta la storia di Vincenzo Tusa, un uomo che ha lavorato per salvaguardare il sito archeologico di Selinunte. Tusa, che è stato soprintendente alle Antichità della Sicilia occidentale per più di 20 anni, ha lavorato per proteggere il sito dagli attacchi dei potenti esattori di Salemi, che volevano costruire un grande albergo al baglio Florio. Grazie a Tusa, il sito è rimasto indenne e oggi è protetto da un parco archeologico di 270 ettari.
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