Nellex carcere 115 mila volumi: un patrimonio ricchissimo ma che crea problemi di gestione Molto tecnologiche le sale di Discipline della Comunicazione: cè una stanza per la navigazione su pc al plasma SILVIA BIGNAMI Grandi e dispersive o piccole e piene di intimità. Tecnologiche o nostalgiche. Le facce delle biblioteche universitarie sono molto diverse. Si va da quella austera di Discipline storiche, appollaiata sulla salita di San Giovanni in Monte, sistemata nel magnifico edificio restaurato che ospitò il carcere di Bologna, a quella ruvida di Ingegneria, poco incline ai sofismi, spartana nellaspetto e concreta nellanimo. Due modi diversi di interpretare la grandezza. Al contrario, ci sono biblioteche che concepite per essere un elogio della «piccolezza», come quelle di Lingue e Letterature Straniere e Discipline della Comunicazione. Poche stanze, ambiente informale, talvolta avanguardia tecnologica. I problemi di ciascuna vanno sono di pari passo con i pregi. La biblioteca di San Giovanni in Monte ad esempio, soffre della sua grandeur. «Da sei mesi sono state riunite in un unico polo bibliotecario - spiega la responsabile Gisella Fidelio - tre biblioteche: quella di Discipline Storiche, quella di Paleografia e quella di Archeologia». Un totale di 115mila volumi distribuiti su tre piani di edificio. Un labirinto di scale, tenuto insieme dalla lunghissima «manica», il monumentale corridoio dove i libri sono conservati in alti scaffali di legno. Lo sportello prestito è unico, al piano terra. Un meccanismo che, secondo gli studenti, «ha rallentato non poco le consegne dei libri». Un esempio lo fa Silvia, 23 anni: «Prima bastava chiedere il libro al bibliotecario. Ora bisogna cercarlo al pc, dare la collocazione esatta, e poi aspettare il turno per il prelievo dei libri, ogni mezzora». E gli addetti confermano lintricata procedura che costringe al recupero dei testi: «Avremmo bisogno di più spazi, e soprattutto di un montacarichi, per il trasporto dei libri da un piano allaltro». Non grandissima, ma distribuita in tante sale studio, la biblioteca G. P. Dore della facoltà di Ingegneria è la prima per numero di prestiti a Bologna, a quota 23 mila, ma soffre di un sovraffollamento cronico. Come «Se non si viene qui la mattina presto non cè speranza di trovarlo» spiega Paolo, 25 anni. Stanze ampie, sparate da fumose pareti a vetri, ognuna con uno o più lunghe tavolate di legno. Senza troppo occhio alleleganza, questa biblioteca ha il pregio di essere «comoda». «Per chi fa lezione qui, è ideale» spiega Guido, 23 anni. «Peccato - aggiunge - che spesso i libri non si trovino». Stesso problema anche alla piccola biblioteca di Lingue, in via Cartoleria. Familiare e informale, «è ideale per studiare con tranquillità, o per cercare libri in lingua» spiega Elena, matricola «ma per tutti gli esami di altre facoltà è meglio rivolgersi a Sala Borsa o alla biblioteca centrale universitaria». Specializzatissima, intima, ed estremamente tecnologica è infine la nuova biblioteca di Discipline della Comunicazione, in via Azzogardino. Due stanze, di cui una solo per la navigazione su pc al plasma da 17 pollici. Bagni allinterno. Macchinette per il caffè a pochi passi. Chi ci studia ha una sola cosa da dire: «Perché non ce ne sono altre così?» (3-fine)