E' ANCORA un mistero come sia stato sottratto e portato a Bologna. E soprattutto nessuno sa come l'antico manoscritto del XII secolo «Antifonario con tonario di Oddone d'Arezzo», sia uscito dall'armadio dell'Archivio vescovile di Firenze in cui era ben chiuso e custodito, visto che gli studiosi potevano consultarlo solo inversione microfilm. Difatto il volume di 281 fogli di pergamena, con capilettera colorati una delle prime fonti della storia liturgica fiorentina, di valore inestimabile è stato sequestrato e recuperato dai carabinieri del nucleo bolognese dopo accurate indagini, incrociate tra le Procure di Torino, Monza e Firenze. Tant'è che solo dopo gli accertamenti bolognesi, la curia fiorentina ha scoperto e denunciato giovedì scorso la scomparsa del manoscritto. La storia del ritrovamento è un po' intricata e paradossale. Parte da una libreria specializzata in vendita di antichi testi naturalistici di Bologna, dove il 5 gennaio si è presentato al proprietario un distinto personaggio sui 60 anni, qualificatosi come studioso, che si è intrattenuto con il libraio addirittura servendosi un té con una sua teiera portatile, trattando a lungo sull'ipotesi di un acquisto. Dopo qualche giorno, il libraio si è accorto che era sparito un prezioso erbario del XVII secolo, facendo scattare una denuncia sullo stravagante personaggio. Che, strano caso, dopo dieci giorni si sarebbe ripresentato in libreria, ammettendo addirittura di aver sottratto l'erbario nel frattempo già venduto a Firenze, e offrendo in garanzia, in attesa di recuperarlo, niente meno che la preziosa opera di canti e salmi di Oddone d'Arezzo. Sequestro dei volumi, accertamenti dei carabinieri e controlli dell'antico Antifonario da parte degli esperti della soprintendenza archivistica, e del docente di paleografia musicale dell'università di Bologna Severino Rui-ni, che hanno identificato l'opera proveniente dall'archivio arcivescovile fiorentino. E siamo a metà febbraio, data in cui i carabinieri avvertono la curia arcivescovile che a quel punto constata la scomparsa del volume. «L'ultima volta lo avevamo visto a metà ottobre dello scorso anno» spiega l'archivista della curia don Gilberto Aranci. «Ma le indagini sono ancora in corso e dobbiamo far chiarezza sugli elementi del furto e sulla presenza dell'indagato a Firenze» precisa alla fine della ricostruzione il comandante del Nucleo Giovanni Pastore, intervenuto ieri alla restituzione del manoscritto alla Presenza dei responsabili della soprintendenze, precisando che «il personaggio era già conosciuto, per altri furti di libri in passato». Fenomeno, quello dei furti librari in biblioteche e archivi, che registra nel 2005 la sparizione di 65 volu-miedillnel2006.Quantoal2007 si deve tener conto che le denunce, come prova questa vicenda, vengono fatte sempre in ritardo.
Lo strano furto dell'Antifonario La Curia se ne è accorta solo quando è stato ritrovato
Un antifonario del XII secolo con tonario di Oddone d'Arezzo è stato sottratto dall'Archivio vescovile di Firenze e recuperato dai carabinieri bolognesi. Il manoscritto, di valore inestimabile, era stato sequestrato e recuperato dopo accurate indagini. La storia del ritrovamento è un po' intricata e paradossale. Un personaggio che si presentò in una libreria specializzata in antichi testi di Bologna, si è intrattenuto con il proprietario e ha trattato l'ipotesi di un acquisto. Dopo qualche giorno, il libraio ha denunciato il personaggio per aver sottratto un erbario del XVII secolo.
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