Turismo. Sul mercato in tempi stretti MILANO II ministero dello Sviluppo economico stringe i tempi sul gruppo turistico Cit in amministrazione straordinaria dalla primavera del 2006 a causa di un buco nei conti da 600 milioni di euro. Ieri è stato dato il via libera al piano di cessione presentato dal commissario straordinario Antonio Nuzzo. «L'elemento chiave di questa decisione spiega il sottosegretario allo Sviluppo economico, Angelo Gianniè che il gruppo Cit verrà messo sul mercato in un'unica soluzione, evitando lo spezzatino dei vari asset e delle diverse attività, e questo per garantire una maggior tutela della continuità dell'attività di impresa e dei livelli occupazionali». La Cit impiega complessivamente circa 400 addetti. «Nella valutazione delle proposte aggiunge il sottosegretario Giannii livelli occupazionali dovranno essere garantiti per almeno due anni dalla cessione. Il Governo auspica che si arrivi in tempi brevi alla soluzione della vicenda Cit, società storica per il turismo italiano e che compie 80 anni proprio in questi giorni. Altrettanto auspicabile, nel pieno rispetto però delle dinamiche del mercato, che al termine della procedura di cessione il controllo del gruppo resti in mani italiane». Con questa decisione il ministero ha così voluto imprimere una svolta all'amministrazione straordinaria Cit, contraddistinta dalle tensioni tra l'ex commissario straordinario Ignazio Abrignani e il dicastero guidato da Pier Luigi Bersani. Tensioni sfociate in una prima sostituzione di Abrignani con Nuzzo a metà 2006, seguita prima dal reintegro di Abrignani nell'ottobre 2006 e poi dal rientro di Nuzzo nel novembre successivo. Al centro dei contrasti tra Abrignani e Via Veneto secondo fonti vicine a Bersani proprio la prospettiva di collocare Cit sul mercato suddividendone le attività, con particolare riguardo alla parte immobiliare. Il progetto attuale di cessione sul mercato, dopo l'ultima decisione del ministero sul piano proposto da Nuzzo, prevede invece che non vi sia uno spacchettamento, ma una soluzione unitaria. Il gruppo sul cui dissesto indagano intanto le Procure di Milano e Varese è composto da una holding e 17 società controllate per quattro aree di business: distribuzione (agenzie di viaggio), tour operating, accoglienza (8 tra hotel e villaggi) e sviluppo (contratti di programma soprattutto al Sud finanziati dal Cipe per nuovi poli turistici da realizzare). E per la parte immobiliare da tempo numerosi investitori avrebbero manifestato interesse. La Compagnia italiana turismo (Cit) ha contrassegnato la storia dell'industria delle vacanze nel nostro Paese. Costituita nel 1927 e controllata dalle Ferrovie (la cessione avvenne nel 1998, nel 2002 lo sbarco in Borsa) la Cit rappresentato la più importante rete internazionale di tour operating verso l'Italia e una realtà primaria nella gestione dei viaggi della pubblica amministrazione.
Via libera di Bersani alla vendita della Cit ma niente spezzatino
Il Ministero dello Sviluppo economico ha dato il via libera al piano di cessione del gruppo turistico Cit, che è stato messo in amministrazione straordinaria a causa di un buco nei conti da 600 milioni di euro. Il piano prevede una soluzione unitaria, senza lo spezzatino dei vari asset e delle attività, per garantire la continuità dell'attività di impresa e dei livelli occupazionali. Il gruppo Cit impiega circa 400 addetti e il governo auspica che si arrivi in tempi brevi alla soluzione della vicenda. Il controllo del gruppo dovrà rimanere in mani italiane. La decisione è stata presa dopo tensioni tra l'ex commissario straordinario Ignazio Abrignani e il dicastero guidato da Pier Luigi Bersani.
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