Dopo una settimana di roventi polemiche, il sovrintendente ai beni architettonici Domenico Valentino, uno dei "bersagli" del sindaco Domenici, torna sulle questioni che hanno contraddistinto il dibattito della scorsa settimana. «Ma la prego precisa subito - non voglio entrare nel merito della diatriba. Noi non facciamo politica. Noi facciamo solo ed esclusivamente la politica dei beni culturali, della cultura». Domenici però, non ha certo usato il fioretto con lei... Lui ha queste idee, saranno affari suoi. Certo, non ho dubbi che quelle dichiarazioni fossero dirette a me. Poi si è inserito anche Paolucci e così ha preso l'uno e l'altro. Cosa le ha dato più noia di questa diatriba? La cosa che mi ha disturbato e ne parlerò anche con altri, è quando Domenici parla di «inettitudine e insipienza delle sovrintendenze». Questa mi pare una cosa grave, anzi gravissima. Ne parlerò con Paolucci. È dal '66 che faccio questo mestiere, ma non mi era assolutamente mai capitata una cosa del genere. Noi abbiamo sempre fatto il nostro dovere e lo continueremo a fare. Il discorso dell'«inettitudine» non l'accetto. È un'offesa, non tanto per chi dirige le sovrintendenze, ma per tutte le persone che si sacrificano e lavorano facendo i salti mortali col poco personale che c'è. Posso capire un discorso del genere se avessimo avuto 400 persone tra architetti, ingegneri, geometri, assistenti che magari non facevano niente tutto il giorno... Ora, che mi si venga a dire che lavoriamo pure male, che siamo insipienti o inetti, non mi pare proprio giusto, specie nei confronti dei lavoratori. Voglio vedere l'anno prossimo con tre architetti in meno cosa succederà in sovrintendenza. Poi per il resto ognuno fa quello che deve fare: lui farà il sindaco, qualcuno il presidente della regione e noi quello dei sovrintendenti. Non le sembra che a Firenze ogni critica venga sempre mischiata alla politica? Scherziamo! Come noi diciamo che la città è sporca, loro possono benissimo dire questo bene dovrebbe.essere tutelato meglio. Accetto ad esempio, il discorso dei turisti che devono pagare la famosa tassa di scopo, che secondo me è fondamentale. Come c'era un volta la tassa di soggiorno, quando andavo al mare coi miei a Nettuno, da bambino e fino all'università pagavamo la tassa di soggiorno. Giustissimo, perché un paese che era di l0mila abitanti d'estate diventava di 80mila e dunque le esigenze erano diverse. Anzi, mi pare strano che ancora non l'abbiano istituita. Ma questa tassa poi dovrà servire ; pulire la città e non per farci altre cose. E dell'autonomia dei beni culturali che dice? Secondo Sgarbi servirebbe per levarsi di torno qualche «scocciatore»... Ho sempre detto che probabilmente se questa tutela non ci fosse stata ne avremmo viste delle belle. Stiamo ancora litigando sui quattro alberi della Fortezza, se non ci fosse stata la tutela della Sovrintendenza ne sarebbero subito «partiti» 34. Può darsi pure di no, ma da com'è andata a finire ho avuto questa impressione. Poi non sono d'accordo dell'autonomia delle Regioni sui beni culturali. La tutela deve essere dello Stato, i beni che stanno a Firenze sono di tutti non solo di Firenze. Lo stato deve dare uniformità a tutta la tutela, è assurdo quello che è successo in Sicilia. L'esperienza che ho avuto in Umbria, nel 75 quando è passata prima alle regioni e poi alle amministrazioni locali è stata traumatica. Certe cose che avevamo sempre respinto quando la tutela è passata alle Regioni e poi in subdelega ai Comuni sono state fatte. Tornare alla tutela generalizzata mi sembra un passo pesante. La richiesta di Domenici per la gestione del David è arrivata a distanza di poche ore dallo sfogo della Curia e dei sovrintendenti. Non le è sembrata una ripicca? E insomma mi ha dato l'impressione che fosse una cosa del genere, no? Oppure può esserci un altro motivo: prima gli introiti erano pochi, adesso che il business si è ampliato, probabilmente sono aumentati anche gli appetiti. I fatti di questi giorni mi hanno dato questa impressione. Sgarbi ha proposto di condividere introiti e spese... Può essere fatto. Fino a qualche tempo fa, la galleria d'arte moderna aveva materiale del Comune e dello Stato. Questo rapporto tra Stato e amministrazioni può essere fatto. Però mi chiedo, perché è venuta fuori adesso, dal 1870, questa richiesta? Come accoglierebbe una candidatura di Sgarbi a sindaco? Sgarbi o Paolucci... basta che sia una persona che faccia del bene alla città. Sgarbi-Domenici, sarebbe davvero un bel duello? Questo sì. Ma non mi interessa un granché, ormai il prossimo anno sono fuori dai giochi, ho già una certa età, ad aprile del 2004 lascio la Sovrintendenza. Rimarrà a Firenze? Penso di sì.