Monili risalenti all'epoca romana, trovati a Carsulae ma da anni e anni custoditi a Perugia. Senza la possibilità di un loro ritorno. Comunque vada è la soprintendenza che decide. Almeno stando alle posizioni dei diretti interessati. Di tutti quei soggetti che hanno a che fare con la cura e la gestione dei beni archeologici. Malgrado ci siano spazi nuovi nati appositamente per contenere reperti archeologici, come il museo all'ex Siri o il centro visita che si trova all'interno dell'area di Carsulae. Appena si trova un reperto la prima considerazione che si fa è semplice. «Dal momento che si trova sotto terra dice Gabriella Tomassini, dirigente del sistema museale del Comune di Terni diventa automaticamente di proprietà dello Stato una volta che viene alla luce poi, tramite le varie soprintendenze regionali si decide sul suo destino». E questo vuol dire che la soprintendenza dell'Umbria stabilisce dove e come collocare il reperto. Esporlo in qualche museo dell'Umbria o conservarlo per motivi di studio. Queste le alternative. Tra le due quella opinabile è la prima, almeno stando alle osservazioni fatte dal direttore del museo nazionale di Orvieto. Il professore Paolo Bruschetti della soprintendenza archeologica dell'Umbria, infatti, nel corso di una conferenza che si è tenuta qualche giorno fa presso l'oratorio di san Giovanni Bosco a Campomaggiore, ha tirato in ballo i resti di Carsulae. Parlando dell'antica città romana sorta lungo la via Flaminia ha presentato, tra l'altro, l'immagine di una coppia di gioielli rinvenuti negli anni 70. Si tratta di una collana e di orecchini trovati a Carsulae dentro a quella che, al termine dello scavo archeologico, è stata classificata come "tomba di fanciulla". Rinvenuti a Carsulae e portati a Perugia, perché? «Questi reperti ha spiegato il professore durante il suo intervento - sono conservati a Perugia dal momento che al centro visita di Carsulae non ci sono i necessari requisiti di sicurezza per custodire questi gioielli». E quanti sono allora i beni archeologici che, pur essendo stati rinvenuto nel ternano o a Carsulae, la soprintendenza ha deciso di non esporre a Terni per motivi di sicurezza? «Non ritengo che sia un tema da trattare a mezzo stampa», taglia corto il professore Bruschetti alla domanda rivoltagli qualche giorno dopo la conferenza tenuta a Campomaggiore. Non si capisce bene quanti e quali siano questi beni. Fare un elenco è impossibile vista la risposta. «L'argomento non può essere trattato», aggiunge ancora Bruscchetti. Solo i gioielli della fanciulla di Carsulae o altri beni? Non ci sono né smentite né conferme. «Ho fretta», conclude il professore. D'altronde la soprintendenza può questo ed altro. E anche alla Pinacoteca di Terni lo sanno. «Esiste un preciso progetto scientifico che la soprintendenza stabilisce per gestire (cioè conservare od esporre) i beni archeologici rinvenuti», spiega Gabriella Tomassini che sull'argomento dice qualcosa in più rispetto al professore. «Nei vari musei dell'Umbria o nei centri dove i reperti si conservano per motivi di ricerca ci sono svariati beni rinvenuti sia a Carsulae che a Terni. Ripeto: è normale dal momento che è la soprintendenza che sceglie come e dove collocare i reperti». Allora il centro visita di Carsulae e il Museo archeologico dell'ex Siri, dove tra l'altro c'è anche una sezione dedicata alla vita cittadina in epoca romana, a cosa servono? È come mai, pur trattandosi di strutture che sono state rimodernate da pochi anni, non ci sono i requisiti per conservare reperti di valore? «Il centro visita di Carsulae spiega la Tomassini - non diventerà mai un museo vero e proprio non è stato pensato per questo. Per il resto magari la soprintendenza decidesse di ricollocare i reperti, sarebbe un vantaggio per il sistema museale di Terni». Lo stesso che dal 2004 è stato messo in sinergia dando vita a Ternimusei. L'associazione che si occupa di gestire gli spazi espostivi. «Per l'inaugurazione del centro di Carsulae - ricorda Paolo Ramazzotti, presidente di Ternimusei - abbiamo avuto l'onore di ospitare i gioielli rinvenuti nella tomba di fanciulla. Poi sono ripartiti per Perugia. La sicurezza a Carsulae aggiunge Ramazzotti - è comunque garantita da un servizio di vigilanza notturna».