La Soprintendenza ha annulla una serie di concessioni edilizie sul territorio di Teano perché in zone d'interesse archeologico e naturalistico. Un danno economico giudicato enorme dai costruttori ma che rappresenta una mano tesa alla salvaguardia del nascente e già in parte finanziato «parco archeologico sidicino». In almeno due casi, infatti, i cantieri interessati dal provvedimento della Soprintendenza risultano ormai giunti in fase di sbancamento del terreno. Di qui la disposizione dell'ente del ministero per i Beni culturali «sospensione dei lavori in corso». A metà settimana le comunicazioni inoltrate alla procura della Repubblica, alla prefettura e alla Guardia di finanza di Sessa Aurunca. Tra i cantieri chiusi, quello in località «Loreto» perchè insiste recita il decreto d'annullamento «in area d'interesse archeologico». Annullato anche il provvedimento autorizzativo (così si chiamano adesso le licenze edilizie rilasciate dai comuni) che concedeva a una ditta la possibilità di costruire due fabbricati in località «Gradavola». In questo caso l'autorizzazione, ottenuta il 5 dicembre del 2006, si riferisce a due distinti complessi definiti «rurali». I provvedimenti, che ammettono ricorso, sono stati notificati dalle autorità competenti solo da un paio di giorni fa al sindaco di Teano Raffele Picierno ma, dovranno trovare, secondo le puntuali prescrizioni, immediato riscontro. Colpisce intanto il contrasto stridente, che la stessa Soprintendenza fa rilevare, tra le esigenze di tutela delle zone d'alto interesse archeologico e la posizione apparentemente possibilista assunta dal Comune, benché abbia trasmesso alla Soprintendenza tutta la documentazione relativa alle autorizzazioni rilasciate. Insomma, quelle licenze confliggono con le prerogative della città storica e con i piani di sviluppo del parco archeologico quale porta d'ingresso di «Teanum Sidicinum».