IL RACCONTO Cosa rimane della presenza pugliese alla Borsa internazionale del turismo, a Milano? Poco più di niente. O meglio, una sensazione di grande spreco di spazio. Che risalta ancora di più se si fa il confronto con lo stand della vicina Basilicata, molto più contenuto - «regione piccola, piccolo stand» quasi si scusano gli organizzatori - ma di gran lunga più memorabili. Se la Puglia, infatti, ha scelto di comprare (e far comprare agli enti partecipanti) enormi appezzamenti di latifondo espositivo alla nuova fiera di Milano, puntando su soluzioni anonime (grandi cubi appesi con su scritto Puglia, capirai lo sforzo creativo), i lucani hanno detto: pochi soldi, unidea. Quella della Basilicata come location ideale per film, dai Basilischi, di Lina Wertmuller (girata peraltro anche a Minervino), a Nativity, di Catherine Hardwicke. Da anni alla Bit la Puglia sembra voler impressionare per le dimensioni Hostess, video e taralli tanto sfarzo per nulla Una somma di località, ognuna rappresentata dal suo box, uno accanto allaltro Lunica trovata sembra consistere nel disegno di una barchetta stilizzata sul mare il tema cinematografico è sottolineato dai cartelloni dei film che pendono dallalto e dal motivo scenografico della pellicola che delimita larea dello stand. La Puglia, invece, continua a non avere unanima. È una somma di tante località - da Noci al Salento - ognuna rappresentata dal suo box, uno accanto allaltro, come batterie di polli. Qualche novità rispetto alle scorse edizioni certo cè - ad esempio, è stato lanciato un progetto di comunicazione dedicato alla Settimana santa a Molfetta, e Bari, che qualche anno fa era inesistente, è un po più visibile - ma quello che manca è il logo forte, la strategia vincente, la suggestione capace di imporsi in quella babele di colori e messaggi promozionali che è la Bit di Milano. Lunica trovata sembra consistere nel disegno di una barchetta stilizzata sul mare sovrapposta ai desk delle hostess. Pochi lhanno notato. Da anni, però, la presenza pugliese alla fiera del turismo vuole impressionare soprattutto per le sue dimensioni. Sembra la cifra stilistica del Cotup, il consorzio degli operatori turistici pugliesi, che è riuscito abilmente a fare il salto dalla quaglia, passando da gestore della promozione turistica "tutto-compreso-chiavi-in-mano" per la giunta regionale di centrodestra a gestore della promozione turistica "quasi-tutto-compreso" per la giunta del centrosinistra. Riuscendo cioè a vincere molte delle resistenze e delle perplessità che la vecchia opposizione, oggi maggioranza, ha sempre nutrito nei confronti di un consorzio spesso definito come un "carrozzone", una macchina mangiasoldi poco capace di contribuire al rilancio dellimmagine della regione. I signori del Cotup, però, non si sono mai offesi. E si sono mostrati pronti a lavorare anche per i nuovi referenti politici, commissionando lavori a registi graditi alla sinistra (vedi Piva). E così il consorzio si è adeguato ai nuovi linguaggi e si è convertito alla cultura alternativa. Ecco lannuncio del "Puglia Pride 2007", la festa organizzata sabato alla Stecca degli artigiani, vicino la stazione Garibaldi di Milano: «Dalle 22 in poi di sab 24, ci aspettano 25 minuti dellultimo cortometraggio di Alessandro Piva, 200 bottiglie di vino doc pugliese, una tonnellata di taralli allolio extravergine, cazzi e mazzi tipici pugliesi, reggae, funk e pizzica». Levento è reso possibile, spiegano gli organizzatori, «da unanomala quanto collaudata collaborazione COTUP-Controprogetto-Alessandro Piva-Comune di Bari-Circoscrizione Madonnella». Certo, non sono più i tempi in cui governava Raffaele Fitto e si andava a Milano in cento hostess e più (e tra loro cera anche qualche parente di dipendenti regionali). In quellanno, il 2004, lEmilia Romagna - la regione forse più turistica dItalia - ne aveva fatte arrivare solo tredici, la Campania, una trentina: tutte stagiste di un istituto alberghiero e quindi non retribuite. Gli eserciti di "veline regionali" si sono assottigliati, ma non è cambiata la vocazione alla magnificenza non accompagnata da spunti creativi. «Sicilia e Calabria - racconta per esempio Roberto Albrighi, amministratore unico di un portale, "Isoleitalia.it", che rappresenta le isole minori - avevano spazi molto grandi. Ma hanno espresso idee forti. La Sicilia, per esempio, sè inventata i banconi a forma di buccia darancia. La Sardegna ha scelto unelegante bianco, forse per evocare la sabbia finissima delle loro spiagge. La Toscana ha puntato tutto sul rosso, un colore elegante, molto fashion, e senza essere banali hanno saputo rendere il valore aggiunto gastronomico della regione. Se devo dire la verità, la Puglia e la Campania mi hanno un po deluso. Dei banchetti anonimi, nulla di più».