Il ruolo delle «comunali»: Penna, Caproni, Gassman Libri e carte dei grandi personaggi: care, vecchie ombre del Novecento. Memorie private tra cultura, giornalismo e spettacolo. Roma non è Firenze (dove si trova la straordinaria raccolta di fondi del Gabinetto Vieusseux), né Pavia (Centro di manoscritti di autori moderni e contemporanei). Eppure la capitale negli ultimi anni - tra biblioteche pubbliche dì Stato, istituti culturali, università e biblioteche comunali - ha recuperato un po' di terreno, pur tra mille difficoltà di ordine finanziario, quanto a conservazione e valorizzazione di fondi e biblioteche private (lontani, si spera, gli anni in cui da Roma emigrò, venduto dagli eredi in America, al Getty Center, l'archivio di Filippo Tommaso Marinetti). Una mappatura esaustiva di questi fondi e del loro stato richiederebbe un volume, ma un panorama di libri e archivi appartenuti a noti personaggi della cultura moderna e contemporanea e oggi dì proprietà pubblica si può suggerire, partendo proprio dal patrimonio del Comune, molto accresciuto negli ultimi anni e in parte confluito nella biblioteca comunale Marconi. Qui si trovano, ad esempio, i 5.000 volumi che furono del poeta Giorgio Caproni, acquistati nel 2000 dall'amministrazione e in via di ricollocazione definitiva dopo il trasloco da piazza dell'Orologio. Sempre alla Marconi si trovano anche i 572 volumi (parte di un corpus in origine piuttosto vasto e prezioso) giunti al Comune per via testamentaria da parte di Sandro Penna. E alla Marconi (in via di acquisizione, una prima parte è già stata comprata e inventariata) è anche la biblioteca appartenuta a Niccolo Gallo, intellettuale scomparso nel 1971. Nel patrimonio del Campidoglio, biblioteca della Casa dei Teatri, dovrebbero inoltre confluire (accordo in via di perfezionamento) libri e archivio personale di Vittorio Gassman. Da citare invece, nel ricco patrimonio pubblico statale (oltre ai fondi Ojetti, Praz e Broglio della Galleria nazionale d'arte moderna) almeno le carte dì scrittori conservate nell'archivio del Novecento dell'università La Sapienza (Gianna Manzini, Carlo Ber-nari, Paola Masino, tra gli altri) e i due importanti fondi (libri e carte) detta biblioteca Baldini: quelli dei giornalisti e scrittori Paolo Monelli e Giangaspare Napolitano (del primo sono stati sistemati gli 11 mila volumi della biblioteca e migliaia di foto, in attesa di finanziamenti l'archivio). Tra ì centri di eccellenza, occorre inoltre ricordare la biblioteca di Enrico Falqui alla Nazionale di Roma, da anni punto imprescindìbile per chiunque studi il Novecento. La stessa Nazionale, tra i tanti, possiede inoltre il fondo appartenuto al musicista Francesco Siciliani, oggetto in que-- sti giorni di una bella mostra. Arrivato alla Nazionale alla fine del 1997, già dal 2001 il fondo era in parte consultabile. Nel 2004 è stata completata la catalogazione e la messa a disposizione del pubblico.