E stato chiamato "Genius loci", che nella lingua latina vuoi dire "spirito del luogo", il sodalizio nato quattro anni or sono a Caulonia e che si prefigge innanzitutto di rispettare ciò che la natura ha messo a disposizione dell'uomo e comprenderne le evoluzioni storiche. "Genius loci" è un osservatorio che si occupa di studiare il territorio, operando nell'Alta Locride. Adesso ha presentato e distribuito una pubblicazione relativa agli atti dei convegni tenutisi nel 2003 sull'archeologia e che hanno avuto come tema dominante i ritrovamenti archeologici nella zona di Campoli, borgata montana di Caulonia al confine territoriale con Nardodipace, in provincia di Vibo Valentia. Frutto d'intenso lavoro, la pubblicazione è stata portata a termine con perizia e passione sotto l'egida del presidente del sodalizio, Rosa Femia. Medico omeopata, ex vice sindaco di Caulonia, Femia si batte perché nuove indagini archeologiche vengano esperite anche in territorio di Foca, altra borgata cauloniese dove si ipotizza possano ritrovarsi i resti dell'antica Kaulon, oltre a quelli rinvenuti nei pressi di Punta Stilo nel 1913. «È dal 1925 che noi attendiamo si faccia luce sul giallo Foca» ha detto la dott.ssa Femia riferendosi allo scambio documentato di scritti del 1925 con la Soprintendenza, che fa riferimento al rinvenimento di oggetti a Foca. Femia si è pure rammaricata per il divieto, posto in essere dalla Soprintendenza ai Beni culturali, di pubblicare le relazioni dei suoi esperti nella raccolta degli Atti dei convegni, la cui presentazione si è tenuta a Marina di Caulonia. Hanno relazionato gli architetti Vincenzo Aiossa, Maria Elisa Campisi e Domenico Lia. È stato evidenziato che "Genius loci" si impegna da un lato a valorizzare, diffondere e promuovere la cultura calabrese e dall'altro ad avanzare studi di sviluppo sostenibile economico, urbanistico e imprenditoriale. Nel territorio cauloniese insiste un'area di 180 ettari con vincolo archeologico, della quale ad oggi si conosce molto poco. Si tratta di un'area immensa se si considera che la zona d'interesse archeologico intorno al Partenone di Atene è di soli 3 ettari. All'indomani dei fatti alluvionali del 2000, nei pressi di Campoli venne alla luce una necropoli: la zona fu allora oggetto di una campagna di scavi, organizzata congiuntamente dalla Soprintendenza ai Beni archeologici della Calabria e dai Comuni di Caulonia e Nardodipace. La ricerca durò 3 settimane e ha permesso di censire alcuni interessanti resti, oltre alle tombe, nelle aree dei due Comuni. Sono stati portati alla luce ceramiche a bande, ceramiche a vernice nera, frammenti di anfore, di piatti e bicchieri. I materiali sono stati raccolti per l'esattezza attorno a Monte Gallo e riconosciuti risalenti al V secolo a.C. Molti sono i nodi da sciogliere perché molte sono le ipotesi, poste in essere da alcuni studiosi, contrastanti con quelle fino ad oggi abbracciate e relative a molta parte della materia: dall'individuazione del territorio, per alcuni costituente l'antica Locri e per altri l'antica Kaulon, sino ai Bronzi di Riace, da alcuni ipotizzati come i "lestrigoni di Caulonia".
Caulonia. Un testo sugli scavi di Campoli. "Genius loci", quando la storia emerge dal sottosuolo
Il sodalizio "Genius loci" di Caulonia ha presentato e distribuito una pubblicazione relativa agli atti dei convegni tenutisi nel 2003 sull'archeologia nella zona di Campoli. La pubblicazione è stata portata a termine con perizia e passione del presidente Rosa Femia, medico omeopata e ex vice sindaco di Caulonia. Femia si batte per nuove indagini archeologiche anche in territorio di Foca, dove si ipotizza possano ritrovarsi i resti dell'antica Kaulon. La Soprintendenza ai Beni culturali ha posto un divieto di pubblicazione delle relazioni dei suoi esperti nella raccolta degli Atti dei convegni.
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