Lo scrittore era andato a Palermo nel novembre del 1957 per partecipare a un congresso organizzato dal quotidiano «L'Ora» Carlo Levi aveva scritto un libro su Palermo, ma il manoscritto, rilegato con una copertina da lui disegnata, che teneva nell'automobile, gli fu rubato e non è stato più ritrovato. Levi era andato a Palermo nel novembre del 1957 per partecipare al congresso organizzato dal quotidiano «L'Ora» su una politica per la piena occupazione per sostenere la tesi che solo «con una pianificazione dal basso, dei cittadini, degli operai, dei contadini, degli uomini di cultura si può forzare questi gruppi dirigenti ad agire». La notizia di questo furto, di cui pochi sapevano, è stata data da Pietro Cartiglio, direttore del Teatro Biondo Stabile di Palermo, al convegno «Le tracce della memoria. Carlo Levi: il Sud, i miti, le utopie», che ha ripercorso la vita e le opere dell'autore di Cristo si è fermato a Eboli, organizzato da Salvatore Costantino con gli interventi fra gli altri dei critici Walter Pedullà e Nino Borsellino. Nel '57 Carriglio aveva solo vent'anni e dirigeva una rivista che si chiamava Lettere dal Sud: dall'incontro con Carlo Levi nacque la sua vocazione per il teatro. Dice di avere appreso tutto da lui, anche a fare lo scenografo: infatti fu Levi a sceneggiare Le acque di Beniamino Joppolo, di cui Carriglio curò la messa in scena. Contemporaneamente si è svolto un convegno sul poeta Mario Luzi e sui suoi rapporti con Palermo, cui aveya dedicato due opere teatrali, Corale della Città dì Palermo per Santa Rosalia e Fiore del dolore, quest'ultimo sulla morte di padre Dino Puglisi ucciso dalla mafia. Negli stessi giorni, al Teatro Bellini c'era uno spettacolo di Jonesco, Il re muore, con un testo tradotto da Edoardo Sanguineti, al Teatro Biondo II povero Piero di Achille Campanile, e nel ridotto del teatro l'atto unico Sibilla d'amore sulla poesia di Dino Campana. Chi torna dopo un'assenza di qualche anno a Palermo è colpito da questo risveglio culturale della città, che si inquadra nel restauro del suo centro storico che era stato a lungo trascurato, si avvia a essere finalmente ristrutturato e diventerà uno dei più belli d'Italia. Un museo di arte moderna è stato aperto nel vecchio convento di Sant'Anna e si annunciano, sempre per iniziativa del Teatro Stabile, una mostra delle opere di Levi in occasione della rappresentazione di un testo teatrale di Dacia Maraini sul caso Notarbartolo.