Un ricercatore di storia dell'arte non accademico, Vittorio Pirami, sfogliando il registro degli atti di battesimo della parrocchia di Santo Stefano in Brolo tra il 1565 e il 1578 (depositati all'Archivio diocesano), ha individuato anche quello del pittore Michelangelo Merisi. Che non sarebbe nato a Caravaggio, come suggerisce il suo nome, bensì a Milano, probabilmente il 29 settembre 1571, giorno della festa di San Michele arcangelo, e battezzato il giorno seguente nella storica chiesa milanese. «Il foglio è rovinato, abbiamo preso una lampada di Wood e trascritto con esattezza l'atto». Il padre era Fermo Merixio (Merisio) e la madre Lutia de Oratoribus (Lucia Aratori). Vittorio Pirami, dirigente in pensione, stava cercando documenti su pittori del '600. «Una luce speciale ha svelato il mistero» Milano «ribattezza» Caravaggio Merisi nacque a Santo Stefano La prova scoperta da un appassionato nell'Archivio diocesano Un bel colpo per la storia dell'arte quello messo a segno da Vittorio Pirami pubblicato ieri sul domenicale del «Sole 24 ore»: l'atto di battesimo di Caravaggio. Un atto che sposta il luogo di nascita del Merisi dal paese bergamasco a Milano, vera città natale del pittore. Nel registro dei battesimi degli anni 1565-1587 della parrocchia di Santo Stefano in Brolo ora depositati presso l'Archivio Diocesano al settembre 1571 si legge: «Adi 30 fu bat(tezzato) Michel angelo f (ilio) de D (omino) Fermo Merixio et d(omina) Lutia de Oratoribus compare Fran(cesco) Sessa». Un documento che risolverebbe un enigma sulla nascita del pittore che Roberto Longhi, sulla base di altri documenti, era riuscito a fissare induttivamente al 29 settembre 1571, giorno dedicato a San Michele Arcangelo. Di fatto il giorno dopo il pittore sarebbe stato battezzato presso la sua parrocchia. Da escludere, per i tempi, sia ipotesi di nascita a Caravaggio e battesimo a Milano e anche la presenza della madre all'atto. Lo scopritore non è uno specialista. «Ho lavorato per anni nella grande distribuzione del gruppo Fininvest. In pensione ho cominciato a seguire i corsi di Storia dell'arte di Giulio Bora all'Università Statale di Milano e ho fatto il corso di archivistica organizzato dall'Archivio di Stato». Come ogni grande scoperta, il ritrovamento è abbastanza casuale. «Stavo facendo studi sui pittori italiani e fiamminghi che hanno lavorato a Milano all'inizio del XVII secolo come Fede Galizia, Panfilo Nuvolose, Valerio Profondavalle. I registri di battesimo possono aggiungere conoscenza». Quindi la scoperta. «Come ogni giorno, il 14 febbraio sono andato all'Archivio Diocesano e, sfogliando il fascicolo, mi sono imbattuto anche nelle due righe dell'atto di battesimo di Caravaggio. Abbiamo utilizzato la lampada di Wood per leggere meglio la scritta, perché il foglio è un po' rovinato. Nonostante le normali abbreviazioni i genitori sono chiari: la madre era nobile, Lucia (degli) Oratori, il padre un maestro ma si deve approfondire». Per ora nulla si sa sul «padrino» Francesco Sessa. Quella di una non concordanza tra reale luogo di nascita e soprannomi legati alla provenienza non è raro nella storia dell'arte, sia perché erano gli stessi artisti a «cancellare le tracce», sia per il non riferimento alle fonti dei vari biografi delle vite di artisti, come il Bellori. Un caso fu quello di Giovan Battista Crespi detto il Cerano e non nato a Cerano (provincia di Novara) ; un altro quello di Piranesi, che non sarebbe nato a Mojano di Mestre ma a Venezia, nella parrocchia di San Moisé. Nulla cambia nella valutazione critica del pittore, di cui Milano possiede alcuni straordinari capolavori, come La canestra di frutta alla pinacoteca Ambrosiana, e La deposizione di Cristo nel sepolcro e la Cena in Emmaus a Brera.