Echi dalla Bit Ci giungono "echi" dalla Bit di Milano. Che ci conforterebbero se non sapessimo leggerli con realismo e senza quell 'eccesso di propagandismo che è consentito a politici. Gli 'echi" di due notizie ci sorprendono: la prima è quella che strombazza la riapertura, nel giugno prossimo, del Museo nazionale, la seconda è quella che ci farebbe credere nell'esistenza di una contesa, di un braccio di ferro, di una disputa insomma in corso tra Napoli e Taranto per accaparrarsi la nave in disarmo "Vittorio Veneto" da destinare a museo. Il concittadino assessore regionale al Turismo, Massimo Ostillio, non ce ne voglia se esprimiamo, al contempo: stupore per il fatto di dover registrare, da un lato il suo annuncio entusiastico per la riapertura del Museo archeologico, dall'altro la doglianza risentita (tanto più grave in quanto viene da un rappresentante della maggioranza che appoggia il Governo) della deputata di Riformazione comunista, Donatella Duranti che lamenta la mancanza di tempi certi di riapertura, per ammissione dello stesso ministero. Commentando la risposta data dal sottosegretario ai Beni e alle attività culturali, Marcucci, alla sua interrogazione, cui il "Corriere" ha dato ampio risalto nell 'edizione del 1 febbraio, la definisce deludente: "una risposta che non accenna ai tempi di realizzazione dei lavori presso la sede storica del Museo Archeologico di Taranto". Mentre il Prc così commenta: "La mancanza di comprensione per le problematiche che si trascinano ormai da molti anni, nonché il totale appiattimento sulle giustificazioni del soprintendente da parte del ministro, ha determinato ,la dichiarazione di assoluta insoddisfazione per la risposta ricevuta da parte della deputata tarantina. Il Partito della Rifondazione comunista di Taranto, proporrà ai sindacati di categoria ed alle rs.u. dei Beni culturali l'organizzazione di una iniziativa cittadina affinché la questione non finisca nelle nebbie di una riapertura del Museo perennemente rinviata, con palazzo Pantaleo smantellato ed una città ancora una volta insultata e "magari" depredato dei suoi tesori archeologici, per destinarli ad altri musei della Puglia. oppure, ipotesi ancor più nefasta, con una privatizzazione del settore". Potrebbero essere da parte loro, l'onorevole Duranti e il Prc, un po' pessimisti nella loro valutazione, ma del resto noi seguiamo da anni i lavori di ristrutturazione del Museo come abbiamò seguito i dibattiti che hanno preceduto la Bit e possiamo dire che qualcosa di vero, in quel che ha detto il sottosegretario Marcucci ci deve essere. Nell 'incontro svoltosi a Bari il 10 febbraio, poi, Ruggero Martines (direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici), disse chiaramente che "si prevede entro l'anno l'apertura del primo piano ", che non signfica il suo riallestimento. Mentre il soprintendente archeologo, Andreassi, rispose alle sollecitazioni con queste testuali parole: "Allestire un museo non è come allestire un negozio. Aldilà dei rimproveri che ci vengono fatti sui tempi, il restauro è stato estremamente complesso, praticamente il museo è stato rivoltato come un calzino. Sono stati aumenati gli spazi, gli impianti attraverso una serie di finanziamenti che si sono succeduti nel tempo, e altri progetti. Dal 2001 il piano terra funziona, la soprintendenza non ha mai abbandonato la nave, non ha mai interrotto le sue attività presso la struttura". E del resto l'incontro si concluse con la decisione di "predisporre uno stand specifico alla Bit di Milano, per attrarre pacchetti in vista della stagione turistica 2008 (leggasi duemilaotto. ndr.)". Con un pizzico di ottimismo, aggiungiamo noi. La riapertura del Museo in questa primavera era già stata "venduta" nel novembre 2006 quando, alla aorta mediterranea del turismo archeologico, svoltasi dal 16 al 19 a Paestum, era stato anche presentato, da parte dell 'ApI di Taranto, un bel manifesto (che riproduciamo), che annunciava perentorio: "Primavera 2007. Riapre il Museo nazionale archeologico di Taranto ". Se non era ottimismo quello! E veniamo alla "Vittorio Veneto ". Secondo alcune fonti, il problema sarebbe stato portato all'attenzione del ministro Rutelli in questi termini.'"Vi è una disputa in corso tra Taranto e Napoli per chi si deve accaparrare la Vittorio Veneto da trasformare in Museo '. E infatti lui commenta: "So ch la partita si gioca tra Taranto e Napoli, cercheremo di rimediare nel modo migliore Non è stato spiegato, invece, a Rutelli come stanno davvero le cose. Che, cioè, Napoli ha individuato le risorse per attrezzare la nave a museo da collocare nell'area a mare ex Ilva di Bagnoli. mentre Taranto e la Puglia, al di là delle belle parole, non dispongono o non hanno ancora trovato una lira per dare corpo a un progetto ambizioso, che avrebbe bisogno di un ricco retroterra economico, culturale e turistico che per ora non c'è. Insomma, anche se una disputa vera e propria ci fosse. la partita Napoli-Taranto non è ancora cominciata "perché Taranto... non è scesa in campo.
Le verità su Museo e Vittorio Veneto
Il Museo nazionale archeologico di Taranto, chiuso da anni, potrebbe riaprire nel giugno prossimo. Il ministro dei Beni e delle attività culturali, Rutelli, ha detto che la disputa tra Napoli e Taranto per la nave in disarmo "Vittorio Veneto" da destinare a museo è "finta". Napoli ha individuato le risorse per attrezzare la nave, mentre Taranto e la Puglia non hanno ancora trovato una lira per dare corpo a un progetto ambizioso.
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