Caro Croff, meno interviste a piena pagina, meno viaggi e conferenze stampa all'estero e più attenzione a quanto accade a Venezia e nel Veneto. E' da qui che ricomincerei, se fossi al suo posto». E' un attacco ad alzo zero, quasi un'intimazione di sfratto, quella che il presidente della Regione Giancarlo Galan indirizza al presidente della Biennale dopo le sue esternazioni parigine, per la presentazione del Festival del Teatro, in cui Croff ha ribadito la sua intenzione di ricandidarsi alla guida della fondazione se il ministro dei Beni Culturali lo vorrà, nei primi mesi del 2008 - al di là dei desideri del governatore del Veneto. Che, in questo caso, però coincidono anche con quelli del sindaco di Venezia Massimo Cacciari, con cui il presidente della Regione ha avuto ieri un lungo incontro esploratiyo e entrambi sarebbero impegnati a trovare un candidato forte da sottoporre a T?ntplli per sostituire Croff, tramontate le proposte della prima ora del sindaco di Venezia (l'imprenditore televisivo Sandro Parenzo e l'ex presidente della stessa Biennale Paolo Baratta). Per questo, il nuovo, duro attacco di Galan a Croff, sembra frutto del comune sentire che su questo terreno lo lega a Cacciari. E l'aggregarsi al Festival di Berlino del presidente della Biennale al gruppo dei "romani" con il presidente della fondazione capitolina Goffredo Bettini e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo per la promozione internazionale della Festa del Cinema di Roma ha aggravato la situazione. «Sono sicuro che le parole e il senso delle interviste rilasciate dal Presidente Croff da Parigi o in viaggio verso Parigi appartengono al solito, normale fraintendimento mediatico», chiosa Galan in tono quasi beffardo. «In ogni caso -prosegue il presidente della Regione il Presidente Croff sembra aver detto di avermi scritto e che dopo nove mesi non gli ho ancora risposto. Ma in Consiglio d'Amministrazione della Biennale non c'è forse un mio rappresentante che, da quanto mi risulta, è sempre molto presente sulle questioni che riguardano quell'Ente? E quel mio rappresentante non porta forse il pieno sostegno della Regione nel cercare di risolvere le varie difficoltà che da anni tormentano la vita della Biennale? Osservo una persistente stima del presidente per le attività culturali romane, che evidentemente affascinano Croff, il quale sotto sotto ma neanche tanto sembra prendersela non solo con la Regione ma anche con il Comune. Leggo quanto segue: "La Festa di Roma si presenta anche all'estero come un sistema che si muove per sostenerla, noi no. Ho l'impressione che da noi si faccia di più per bloccare, per mettere in discussione invece che per costruire". Da quel che mi risulta il Comune di Venezia fa la sua parte, svolgendo bene il ruolo che gli compete e non mi pare che Ca' Farsetti si meriti particolari rimproveri». La tenaglia Comune-Regione dunque si stringe intorno a Croff. «La Regione - sottolinea Galan - è passata da un contributo di poco più di 100 mila euro all'anno a un milione di euro, che in tempi di vacche magrissime per la cultura non mi sembra poco. Se non ci fosse stato l'asse operativo Regione, Comune, Provincia la vicenda del nuovo Palazzo del Cinema sarebbe rimasta a livello zero; e se non ci fossero state le richieste avanzate da Regione, Comune e Provincia per recuperare a Venezia e al Veneto l'utilizzo del Padiglione Venezia ai Giardini, oggi la Biennale continuerebbe a cedere ad altri quello spazio».
Avviso di sfratto a Croff. Galan: Meno viaggi all'estero e più attenzione qui
Il presidente della Regione del Veneto, Giancarlo Galan, ha lanciato un duro attacco contro il presidente della Biennale, Carlo Croff, per la sua intenzione di ricandidarsi alla guida della fondazione. Galan ha affermato che il Presidente Croff sembra aver detto di averlo scritto e che dopo nove mesi non gli ha ancora risposto, e ha chiesto a chi sia il rappresentante della Regione nella Biennale che non sembra prendersi la sua critica. Galan ha anche criticato Croff per aver detto che la Festa di Roma si presenta come un sistema che si muove per sostenerla, ma che da Venezia si fa di più per bloccare.
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