PIEVE DI SACCO. Circolo Legambiente «Arca di Noè» e associazione «Amici del Gradenigo» insieme per salvare il parco del palazzo seicentesco: con una lettera congiunta hanno sollecitato la Sovrintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici per l'apposizione del vincolo sull'area verde di pertinenza del Gradenigo. La stessa missiva è stata inviata anche al ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli e a diversi onorevoli e senatori padovani. «Temendo che il terreno, tuttora a conduzione agricola, possa essere oggetto di transazione in tutto o in parte fanno notare le associazioni con conseguente perdita di un'integrità perdurante da secoli e con drammatica sminuizione del complesso storico-architettonico-ambientale, sollecitiamo l'apposizione del vincolo su tutto il terreno agricolo. Lo stesso vincolo è stato richiesto dal Comune di Piove di Sacco già nel 1993 e ancora nel 2003, senza per altro successo». Legambiente e Amici del Gradenigo sottolineano che si tratta di una superficie di circa due ettari da sempre organica al palazzo e che un tempo ne costituiva il parco barocco. «L'intero complesso del Gradenigo proseguono le associazioni costituisce un unicum di rilevante valenza storica, ambientale e paesaggistica. Il palazzo costituisce il più eclatante esempio di villa veneta nel territorio compreso fra Padova e la gronda lagunare e conserva tuttora ogni caratteristica della categoria: palazzo, barchesse, oratorio, brolo e giardino (ridotto a terreno agricolo ma integro nelle dimensioni)». Le associazioni sottolineano criticano l'enorme ritardo accumulato dalla pratica e auspicano che l'apposizione del vincolo avvenga in tempi brevi. All'iniziativa hanno aderito anche altri gruppi attivi nel territorio, fra cui Wwf, Italia Nostra, comitato della Madonna delle Grazie e associazione Tam Tam.