La collezione d'arte antica che Venezia non ha voluto, approda a Roma, con la "benedizione" del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Sarà lui infatti a inaugurare mercoledì al Vittoriano la mostra Fascino del bello, dedicata alle opere d'arte della collezione Terruzzi. Si tratta della prima uscita pubblica per la più vasta e ricca collezione italiana d'arte mai esposta, con una selezione tra dipinti, mobili, arazzi, statue, porcellane e argenti. Uno dei nuclei più consistenti è costituito dai dipinti, la cui campionatura copre un arco di sette secoli e comprende opere dal XIV al XX secolo, dalle tavole fondo oro trecentesche e dai fronti di cassone quattrocenteschi ad opere d'arte del Novecento italiano e internazionale. Com'è noto, il finanziere e collezionista lombardo voleva esporre la sua collezione a Palazzo Grassi, ma, a un passo dalla conclusione le trattative con Comune e Casinò saltarono, anche per l'entrata in scena di Francois Pinault con la sua collezione d'arte contemporanea. E' stato poi Rutelli a orientarla verso Roma: ora per un'esposizione e poi, forse, per la sua collocazione definitiva, anche se c'è ancora chi spera che possa approdare in laguna. L'anziano imprenditore che ha fatto fortuna con il commercio dei materiali non ferrosi nel dopoguerra, è appassionato soprattutto di pittura sei e settecentesca, con un occhio particolare per il vedutismo Veneto in una collezione che annovera dipinti di Canaletto, Bellotto, Sebastiano Ricci, Magnasco, Amigoni, Pellegrini, Antonio e Gaspare Diziani, Piazzetta, Tiepolo, Rosalba Carriera, Guardi, Longhi, Fontebasso, oltre a pittori più antichi come Paolo Veneziano, Paris Bordone, Tinto-retto, Luca Giordano, Strozzi, spingendosi poi fino all'arte moderna e contemporanea, con tele, tra gli altri, di Fontana, Balla, Sironi, Leger, De Chirico, Savinio. La collezione è di circa 4 mila pezzi, stimata circa 500 milioni di dollari.