La sfida sulla quale Settis ha insistito nell'aula consiliare il 23 gennaio è quella del salto di qualità che Mantova dovrebbe fare, in ambito di strategie, per provare a ricomporre la segmentazione delle iniziative utilizzando al meglio le energie e le strutture esistenti. La proposta primaria del piano è rappresentata da due realtà. La prima è la consulta mantovana per l'arte e la cultura, cioè un organismo in cui tutte le organizzazioni e istituzioni culturali siano debitamente rappresentate (statali, regionali, provinciali, comunali, religiose, comunitarie, private). La consulta potrebbe essere costituita da una figura di vertice per ciascuna delle istituzioni o associazioni culturali e includere anche le sovrintendenze, la direzione dell'Archivio di Stato, rappresentanti di Provincia e Regione e una rappresentanza dei Comuni della Grande Mantova. Un primo esperimento per la consulta, come ha sottolineato nel progetto il professor Settis, potrebbe essere proprio la discussione approfondita del documento già presentato e la sua ulteriore elaborazione. La seconda realtà è una struttura comunale con compiti di progettazione. Il Centro Te è indicato come l'organismo prescelto. Organismo che potrebbe prendere la forma di Fondazione (inglobando le Fondazioni Alberti e Mantova capitale europea dello spettacolo). Le fasi successive alla presentazione del piano? Una discussione pubblica del documento aperta a tutti i cittadini.