Tra i pezzi di maggior pregio una "Afrodite stante" del I secolo a.C. prestata dal Louvre e una "Scultura di orante" in arrivo dal Metropolitan Promossa dalla Fondazione Torino Musei, curata da Antonio Invernizzi, è lesordio come spazio per grandi eventi dellex residenza reale gli scavi di seleucia Monete, frammenti di affreschi, decorazioni, capitelli e rilievi funerari: in esposizione più di 200 pezzi rinvenuti nelle campagne di archeologi torinesi si parte da babilonia I linguaggi nati dalle contaminazioni tra Occidente e Oriente, allinsegna dellincontro tra culture, dalla Grecia fino al subcontinente indiano Una statua di "Afrodite stante" del I secolo avanti Cristo prestata dal Louvre, rinvenuta sulle rive dellEufrate ma tipicamente greca nel panneggio e nella composizione. E, poco lontano, una "Scultura di orante" da Uruk, ancora nei pressi di quel fiume, proveniente ora dal Metropolitan di New York, quella invece tipicamente orientale nei tratti, nelle decorazioni, nello sguardo. Sono due esempi di quanto si vedrà nella mostra "Sulla via di Alessandro. Da Seleucia al Gandhara", che si inaugura lunedì nella sala del Senato di Palazzo Madama. Promossa dalla Fondazione Torino Musei, diretta da Antonio Invernizzi, ordinario di Archeologia e storia dellarte del vicino Oriente alla facoltà di Lettere torinese e curata da Vito Messina, è la prima allestita dopo la riapertura a dicembre dellex residenza delle madame reali. E un viaggio sulle tracce di Alessandro, per assistere alla nascita di nuovi linguaggi artistici. Quei linguaggi frutto di contaminazioni tra occidente e oriente, allinsegna dellincontro tra cultura ellenistica, mesopotamica, iranica e quella del subcontinente indiano. Con risultati come i rilievi in scisto del Gandhara con raffigurazioni di Buddha dai tratti apollinei e di personaggi che rinviano alla cultura greca, ma anche ad altre tradizioni, a testimoniare una complessa realtà generatrice di una cultura ellenistica asiatica. Tra gli esempi di scambi, anche laffresco della metà del I secolo dopo Cristo giunto da Pompei che raffigura le nozze di Alessandro con Statira, la figlia di Dario III, celebrate secondo il rito persiano a Susa. Ci si convince insomma che il multiculturalismo non labbiamo inventato noi. «Nello scambio tra culture, prevale quella più moderna - dice il professor Invernizzi. - Larte ellenistica si impose e fece da tramite tra le culture orientali, che poterono così comunicare tra loro. Qualcosa di analogo è successo in tempi più recenti in India, dove linglese fu utilizzato dagli stessi indiani che altrimenti non si sarebbero capiti, perché parlavano tante lingue differenti». Si parte dalla Babilonia, dalla città di Seleucia al Tigri, per approdare al Gandhara: regioni che costituiscono le maggiori fonti di informazioni sulla situazione tra il IV secolo avanti Cristo e il III dopo nei territori appartenuti al Macedone. Sono aree oggetto da tempo di ricerche italiane, da quando lIstituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente, con la partecipazione dellUniversità torinese e dellIstituto per il Medio ed Estremo Oriente di Roma, e il Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino promossero ampie campagne sul terreno, il primo nel '56 nello Swat, il secondo nel '63 a Seleucia, nellattuale Iraq. Lo Swat, importante snodo tra il Gandhara e lAsia Centrale, venne conquistato da Alessandro nel 327 avanti Cristo durante la campagna che gli avrebbe permesso di raggiungere lIndo. Larea subì il forte impatto dellincontro con la cultura ellenistica, che ebbe un centro di irradiazione nella vicina Battriana, e divenne luogo di produzione artistica fortemente influenzato dalla tradizione occidentale. In una regione così lontana dal Mediterraneo si sviluppò una complessa cultura che ebbe ripercussioni soprattutto sulliconografia buddista. Proprio le ricerche nei complessi religiosi buddisti portarono alla scoperta nellarte del Gandhara di raffigurazioni del Buddha debitrici delle forme greche. Accanto alla Battriana, laltro importante centro di diffusione ed elaborazione di una cultura ellenistica asiatica fu Seleucia al Tigri. Fondata nel cuore della Mesopotamia da Seleuco Nicatore alla fine del IV secolo avanti Cristo come una nuova Babilonia, divenne di fatto la capitale dellAsia Seleucide. Crocevia tra Occidente e Oriente, la città conobbe un notevole sviluppo commerciale e subì anchessa il fascino del linguaggio ellenistico. Si crearono insomma, ancora una volta, commistioni che tenevano conto pure delle tradizioni mesopotamiche e iraniche. Anche qui gli scavi permisero di riportare alla luce reperti importanti, tra questi i resti di un grande edificio pubblico che ospitava gli archivi cittadini, il più grande che si conosca nel mondo ellenistico. Da Dura Europos, sullEufrate, proviene, esempio di sincretismo religioso, il rilievo figurato del I-II secolo dopo Cristo con Hadad e Atargatis, due divinità, luna semitica e laltra siriana, venerate anche come marito e moglie (un prestito della Yale University Art Gallery). Proprio da queste ricerche, in cui grande parte ebbero i torinesi - guidati per molti anni dal professor Giorgio Gullini, cui è succeduto alla direzione del Centro Ricerche e Scavi Antonio Invernizzi - prende il via lesposizione di Palazzo Madama. Attraverso più di 200 tra monete, sculture, frammenti di affreschi e decorazioni, capitelli, rilievi funerari, vasi e coppe, tavolette e sigillature, si approfondiscono vicende storiche e artistiche contrassegnate dal fatto che in territori così lontani, espressioni di differenti tradizioni millenarie, larte figurativa greca divenne elemento di comunicazione, una sorta di lingua franca attraverso cui dare forma ed espressione ad esigenze, concetti e persino sentimenti religiosi tra loro diversissimi. «I presupposti politici, da soli, non sono condizione sufficiente a spiegare tanta fortuna dellarte ellenistica - scrive il professor Invernizzi nel catalogo edito da Silvana - . Accanto ad essi, e più che per essi, stanno altri più intrinseci motivi spirituali. Pur tanto nuova, diversa, "personale" rispetto alla mentalità orientale, larte ellenistica si rivelò un insieme di elementi immaginifici estremamente duttili, capace di fornire risposte adeguate a tante esigenze diverse e a tanti livelli diversi in un territorio tanto vasto, ma in un certo modo divenuto una sola entità multiculturale». In mostra materiali da Seleucia per lo più inediti (terrecotte, ceramiche, monete, oggetti in metallo o vetro) recentemente acquisiti dal Museo dArte antica di Palazzo Madama, i rilievi in scisto rinvenuti nella regione del Gandhara e conservati nel Mao, il Museo dArte Orientale di Torino di prossima apertura, e opere darte e artigianato dallOriente seleuco-partico prestate tra laltro dal Louvre, dal British Museum, dal Metropolitan, dal Vorderasiatisches Museum di Berlino. Otto le sezioni. Si parte con "I successori di Alessandro", le cui effigie sono soprattutto su monete e sigilli, si prosegue con "La religione come comunicazione" (tra i pezzi esposti, un frammento di affresco con Mitra e Sol ancora dalle collezioni della Yale University e una placchetta in terracotta con figura femminile su toro del Gandhara, dal British Museum), con l "Al di là", "Laristocrazia e la gente" (con una testa maschile del I secolo dopo Cristo, da Susa, prestata ancora dal Louvre, e "Figurine di musici" da Babilonia, dal British Museum). Si passa poi agli "Oggetti del quotidiano" (vasi, lucerne, piatti, coppe, anforette, persino un unguentario dalle collezioni di Palazzo Madama e un mestolo dal Museo dArte orientale "Giuseppe Tucci"di Roma), ai "Commerci" e, infine, all"Arte del Gandhara", con i suoi fascinosi Buddha.