Faranno capo a una sola persona, un direttore generale, i musei statali e tutto il patrimonio artistico e architettonico della Toscana. Vale anche per Uffizi, Accademia, Galleria Palatina e le gallerie ora comprese nel polo museale fiorentino che scomparirà. Inizia così la corsa alla poltrona di maggior potere nell'arte e che sarà decisa dal ministro stesso. Sulla carta due sono i principali contendenti: Antonio Paolucci, che guida i musei del capoluogo ed è in pole position, e Mario Lolli Ghetti, a tutt'oggi soprintendente regionale. Il decreto legislativo che riforma il ministero per i Beni e le attività culturali è arrivato alla redazione finale: Giuliano Urbani ne discuterà nel consiglio dei ministri del 28 agosto. Il testo sancisce l'abolizione dei poli museali autonomi: dal primo gennaio 2004 fino al 31 dicembre 2005 le strutture resteranno in piedi, ma ne saranno responsabili i direttori regionali per le antichità e le belle arti. Dopo scompariranno. Ovvio quindi che chi ne è oggi titolare (Paolucci) perde ogni reale potere. I dirigenti regionali sostituiranno i soprintendenti regionali avocando a sé poteri molto maggiori: disporranno di veto e di potere decisionale sulle spese e sulle iniziative delle singole soprintendenze territoriali, potranno nominare dirigenti, saranno i veri emissari del ministro. Per capire la differenza con un esempio: oggi il soprintendente di Siena e Grosseto riferisce direttamente al ministero, il soprintendente regionale è poco più che un suo pari, domani invece risponderà al dirigente regionale. Secondo Urbani si tratta di decentramento. Altri la pensano in modo radicalmente opposto. La Uil ha proclamato una giornata di sciopero per Ferragosto contro la riforma e la cancellazione dei poli museali parlando di accentramento dei poteri. Da osservare, sempre per quanto riguarda Firenze, che entro il 31 dicembre 2005 il ministero «può costituire o partecipare a fondazioni»: a questo punta Urbani e il discorso tocca gli Uffizi. Quel "può" sta a dire però che il progetto sarà portato a compimento se si troveranno le condizioni o se si vorrà attuarlo, non è insomma un obbligo. Conviene ricordare anche che nella sua proposta elaborata per la Galleria il senatore Ds Stefano Passigli ritiene necessario varare una fondazione entro la fine del 2004 per non perdere 34 milioni di euro legati al progetto Nuovi Uffizi.