Ho letto con interesse larticolo di Mara Amorevoli sulla tessera di Boboli per i residenti di Firenze: come ogni anno attendiamo con ansia il responso favorevole o meno al «privilegio» che noi fiorentini abbiamo nel frequentare il giardino senza pagare giornalmente il biglietto. Premetto che da diversi decenni passeggio per Boboli, prima come «passeggino al seguito di mamma» e poi come «mamma al seguito di passeggino» e quindi la mia reazione allennesima restrizione sulla fruizione del giardino mi vede polemica. Non capisco come la diminuzione dellorario di ingresso possa essere una soluzione per la Comunità Europea che, a quanto sembra, non fa altro che osservare i fiorentini che passeggiano per Boboli. Sono altresì daccordo sulla delimitazione delle aree di utilizzo, anche perché da sempre vi è un tacito accordo sugli spazi da frequentare. Meglio pagare una tessera annuale, anche più cara, ma almeno fateci entrare ed uscire a che ora vogliamo. Valeria Cocchetti Attenzione per gli emarginati. Esprimo il mio pieno appoggio alla lettera di Stefano Stefani comparsa il 23 febbraio sul giornale. È vero, lindifferenza verso le creature finite ai margini (della strada, della società, della vita) è fenomeno raccapricciante. Nessuno è innocente, bene inteso, ma intanto porsi attivamente il problema mi sembra indispensabile. Carla Ammannati