Sono stati eseguiti e sono tuttora in corso numerosi interventi per qualificare una zona di grande pregio paesaggistico, ma a realizzarli sono stati quasi esclusivamente i privati e le associazioni, per cui si chiede che anche l'amministrazione comunale faccia la sua parte, compiendo uno sforzo in questa direzione. È quanto è emerso l'altra sera nella riunione della giunta comunale, rappresentata però soltanto dagli assessori Loris Balliana, Michele Genovese ed Andrea Roma, con i residenti nel quartiere collinare di Costa. «Non vorremmo che con i vincoli del patto di stabilità - ha detto qualcuno - si continuasse a non fare nulla per il nostro quartiere, che in passato molto poco ha ricevuto». L'esigenza, sottolineata in particolare da Silvano Armellin, è quella di essere aiutati per poter continuare gli interventi per il recupero dei numerosi fabbricati della parrocchia: è stato splendidamente restaurato il salone, che recentemente ha ospitato un'importante mostra, ma è urgente attivarsi per salvaguardare la chiesa, uno degli edifici sacri più antichi della città, e l'edificio della canonica, che è ridotto in condizioni di grave degrado. Ma la valorizzazione del quartiere passa anche attraverso la creazione ed il ripristino dei vecchi percorsi naturalistici, dal momento che non è possibile creare un nuovo tracciato lungo la strada sulla dorsale della collina, dal momento che la carreggiata è troppo stretta. È stato ultimato, grazie agli alpini, un percorso sul versante ovest lungo il torrente Ruio, da via Gorizia, a ridosso del centro cittadini, fino al confine con Rua di Feletto. L'assessore Roma ha anticipato che è stata trovata un'intesa con gli alpini per completare il tratto terminale di quello che da via Lourdes sale fino a Costa, all'altezza delle Betulle, che di notte sarà protetto con delle sbarre. È stato chiesto anche che si intervenga per impedire che molti scarichi fognari nella zona di viale Gorizia continuino a finire nel Ruio. G.P.M.