Torre del Greco. Attacco a «cemento pirata». La prima ordinanza di abbattimento della procura di Torre Annunziata riguarda una villetta realizzata abusivamente nella zona superprotetta del Parco nazionale del Vesuvio. Ieri mattina, i vigili urbani del settore antiabusivismo, coordinati dal capitano Vincenzo Ancona, hanno notificato il provvedimento esecutivo ad A.B., 52 anni, di Torre del Greco, che aveva costruito due anni fa la costruzione fuorilegge nella prima traversa Montedoro, in pieno parco del Vesuvio, una zona vincolata da ferrei vincoli paesaggistici e ambientali. Si tratta solo del primo passo verso una serie di abbattimenti che verranno ordinati dall'ufficio esecutivo della procura oplontina, coordinato dal pm Raimondi. Già durante la prossima settimana, infatti, saranno notificate almeno altre sei ordinanze di demolizione nei confronti dei titolari di altre opere abusive. Si tratta di manufatti realizzati senza autorizzazione che, dopo il procedimento penale per costruzione abusiva e la chiusura del processo con la sentenza di condanna al ripristino dello stato dei luoghi, erano state dissequestrate in attesa che i proprietari provvedessero alla demolizione a spese proprie. Nessuno dei «pirati» del mattone, però, ha mai provveduto alla riduzione in pristino e così la procura ha risposto in maniera concreta. Dopo una serie di riunioni con le autorità competenti dei Comuni della fascia costiera, lpufficio esecutivo ha optato per le ordinanze di abbattimento. «L'incontro - ha detto l'ispettore Pasquale Migliozzi, agente del settore edilizio dei vigili urbani che ha preso parte agli incontri in procura - è stato molto produttivo. Abbiamo pianificato una serie di interventi per la demolizione delle opere abusive effettuate a partire dal 2005. Quindi si tratta soltanto della punta dell'iceberg. Bisognava comunque partire per poi estendere il raggio d'azione su opere realizzate anche nel periodo precedente a quello che per ora è stato preso in esame». Secondo una stima approssimativa, effettuata dai vigili urbani di Torre del Greco, sono oltre 600 i manufatti che dovranno essere demoliti gradualmente durante le prossime settimane. Ecomostri che danneggiano la bellezza paesaggistica della città, ostruiscono strade e svincoli in una zona ad alto rischio vulcanico, e che spesso, dopo aver subito sigilli, rimangono come scheletri, in piedi per anni, senza che le autorità competenti siano in grado di mettere fine allo scempio. Almeno questa è stata la situazione fino a ora. Ma a partire da ieri, il vento sembra aver cambiato direzione. A.B., il primo costruttore abusivo colpito dal provvedimento di abbattimento, infatti, avrà a disposizione 90 giorni per demolire la villetta di 70 metri quadrati, adibita ad abitazione privata, dopodiché, nel caso in cui non ottemperasse all'ordine, entreranno in azione le ruspe del Comune che provvederanno alla demolizione addebitando le spese al titolare. E come lui, almeno altre cinque persone riceveranno analoga notifica già a partire da domani. Insomma, il primo passo verso la demolizione è stato fatto. Ora, bisognerà verificare la risposta dei costruttori abusivi che potrebbero anche continuare a non ottemperare all'ordinanza esecutiva costringendo il Comune a mettere in moto le ruspe. Nel frattempo, i vigili urbani del settore antiabusivismo hanno sequestrato altre due opere senza licenza. La prima, in via Nuova Trecase: in questo caso, si tratta di un ampliamento di circa 70 metri quadrati. Il titolare L.A., 59 anni di Torre del Greco, è stato denunciato per costruzione abusiva. Stessa sorte per F.B., 38 anni anch'egli torrese, sorpreso dai vigili mentre costruiva un gazebo con tettoia in legno e ferro di 25 metri quadrati in via Prota, ai confini fra Torre del Greco e Torre Annunziata.