RISPONDE PIETRO GARGANO A Casaluce esiste un castello-monastero risalente all'anno Mille, fatto costruire dal normanno Rainulfo Drengot. Nato come maniero, nel Trecento fu trasformato in monastero e affidato all'ordine dei monaci celestini, che ne presero possesso l'8 agosto 1360. Per molti secoli i monaci hanno curato e ampliato con immensi sacrifici questo prezioso edificio, che ha accolto principi, re, imperatori e regine, persone illustri e tanti pellegrini. Questo regale monastero custodisce una preziosissima icona della Madonna di Casaluce, proveniente da Gerusalemme, insieme con due Idrie di alabastro, ritenute quelle del miracolo operato da Gesù in Cana di Galilea. Purtroppo questo insigne monumento, abbandonato da tanti anni a una inesorabile distruzione, giace in gravissime condizioni e sono già troppi i danni che il tempo, l'incuria, le varie manomissioni e distruzioni hanno provocato. All'interno vi è il santuario-abbazia dedicato a Maria SS. di Casaluce, di notevole interesse storico, culturale, artistico, che ha beneficiato di lavori a opera della Soprintendenza di Caserta, ma rimasti incompleti per mancanza di finanziamenti. Pregiatissimi affreschi trecenteschi della cappella detta delle Sette Porte della scuola di Giotto, staccati per ragioni di restauro e portati a Napoli al museo di San Martino, non sono più ritornati, anzi una parte di essi è esposta nella cappella del Maschio Angioino. Ci sono altre cappelle laterali, anch'esse di importante valore artistico per la presenza di altri affreschi trecenteschi attribuiti a Niccolò di Tommaso. Questo prezioso monumento, con le tante altre opere d'arte che contiene, grida giustizia in questo terzo millennio e merita la nostra attenzione e un pronto intervento di ripristino, restauro e consolidamento, per salvare il salvabile. Le lettere scritte dal nostro parroco, don Michele Verolla, alla varie autorità politiche e alla Soprintendenza dei beni culturali, hanno sempre avuto una risposta: il tutto è stato preso in seria considerazione ma i fondi stabiliti per questo restauro sono stati devoluti per la fame nel mondo. È questa la fine che devono fare i nostri monumenti? È mai possibile che l'arte, la cultura e i secoli di storia debbano sparire senza che nessuno se ne dia pensiero? Posso sperare che i suddetti monumenti vengano risparmiati dalla distruzione? È giusto tutto questo? Il mio intento è di portare all'attenzione di tutti la vergognosa situazione e credo che il Mattino possa contribuire molto, nell'unico interesse di salvare dalla distruzione i suddetti monumenti, che attraverso i secoli, ancora oggi, rappresentano i baluardi della storia, dell'arte, della cultura e della spiritualità dell'antico regno di Napoli e di tutto l'Agro aversano. Luigi Barbato - CASALUCE (CE) Una pia leggenda racconta che una donna e un bambino, respinti da un altro monastero, bussarono a quello di Casaluce e trovarono ospitalità per la notte. Al mattino, di loro non v'era traccia, ma nella cella in cui avevano dormito splendeva l'icona della Madonna nera. Attribuita dalla devozione popolare a San Luca, l'evangelista pittore, fu portata dalla Terra Santa, con le Idrie testimoni della trasformazione dell'acqua in vino a Cana, da Ruggero Sanseverino, vicario di Carlo I d'Angiò. Quella meravigliosa icona è stata per secoli disputata fra Casaluce e Aversa, fino al compromesso: sei mesi qui, sei mesi lì. Nel 1978 fu sfregiata da un maniaco, ha subito diversi furti. È venerata anche in Sudamerica, soprattutto in Brasile, dove a San Paolo una parrocchia reca il suo nome. Nel complesso in decadenza, difeso dal gentile signor Barbato, sono passati le due regine Giovanna, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo di Borbone. È una meraviglia da difendere, con l'intervento pubblico, ma anche con l'aiuto del capitale privato, soprattutto locale.
CAMPANIA Castello di Casaluce, meraviglia da difendere
Il castello-monastero di Casaluce, costruito nel XII secolo, è stato trasformato in monastero nel Trecento e ha accolto principi, re, imperatori e regine. Il monastero custodisce una preziosa icona della Madonna di Casaluce, proveniente da Gerusalemme, e due Idrie di alabastro. Tuttavia, il monumento è in grave stato di degrado e i danni provocati dal tempo, dall'incuria e dalle manomissioni sono troppo gravi. Il santuario-abbazia è stato restaurato, ma i lavori sono stati incompleti a causa di mancanza di finanziamenti. Le cappelle laterali contengono affreschi trecenteschi attribuiti a Giotto e Niccolò di Tommaso.
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