Castrovillari. Più della metà si trovano nel territorio comunale, gli altri nell'attigua zona del Pollino Quarantaquattro aree archeologiche sommerse dall'indifferenza Andrebbero invece valorizzate per formare una minirete di sicuro richiamo turistico Chi spolvera i siti archeologici della città? Sono circa ventiquattro le aree archeologiche censite tra le mura cittadine di Castrovillari e quarantaquattro nell'area del Pollino. Un numero importante di archeoaree ormai coperte da erbacce e dall'indifferenza di quanti non mettono sulla bilancia la possibilità di ricostruire la memoria storica d'una cittadina che conosce troppo poco di se e che potrebbe creare una mini "rete" turistica attorno a questa importante dote. A loro, ai siti archeologici, però, ci pensano i soliti esperti tombaroli. Si tratta di "amanti di reperti senza prezzo", così come documentato dalle indagini poste in essere dal sostituto procuratore della Repubblica Sandro Cutrignelli, e dai carabinieri del Nucleo patrimonio culturale di Cosenza, che sono diretti dal capitano Raffaele Giovinazzo. Gente che studia bene il territorio e ne sa trarre il massimo profitto. «Indubbiamente ha spiegato Claudio Zicari, presidente del gruppo "Archeologico del Pollino" non è molto corretto parlare di abbandono dei siti archeologici della città. «Però, si può dire che i siti non sono curati come delle vere e proprie aree archeologiche. «Il perché sta nel fatto che sono arechoaree di cui è nota la rilevanza e che, quindi, sono già stati interessati dai cosiddetti scavi d'urgenza per tutelarli dai tombaroli. «La cosa discutibile ha aggiunto Zicari è che ci sono ancora aree non ancora oggetto di scavo e che sono, quindi, interessate soltanto da indagini di superficie o da ricognizioni volte a raccogliere materiale idoneo che indica, seppur per grandi linee, la valenza storica dei siti». Zicari, inoltre, sottolinea che al momento l'attività di scavo nell'area del Pollino risulta "addormentata". «In questi ultimi mesi, sempre per quanto riguarda i siti della nostra città, non vi è attività archeologica in corso. «È chiaro che sarebbe auspicabile riprendere a studiare ogni singola area, poiché ogni sito, per quanto conosciuto, conserva in se sempre mille altri dati ed informazioni». I mesi invernali sono tradizionalmente avversi agli scavi. Ma l'attività del gruppo archeologico non si è fermato un attimo. «In questo momento siamo presi dall'allestimento del Museo civico-archeologico. Infatti, stiamo puntando molto su questo nuovo allestimento museale che documenta un territorio posto al centro tra il mar Ionio ed il Tirreno. «Un ambito, quello del Pollino, ricco di ritrovamenti che provano, senza soluzioni di continuità, epoche che vanno dalla Preistoria all'alto Medio Evo. «Dunque, siamo a lavoro per meglio strutturare un'area museale che raccoglie reperti provenienti da molti paesi del circondario. «L'obiettivo? Organizzare una importante esposizione; ma anche iniziare una serie di incontri con gli studiosi che si sono occupati del territorio del Pollino, della valle del Coscile, della valle dell'Esaro e del Crati, e delle numerose Ville rustiche Romane presenti sul nostro territorio».