«Abbiamo polpettine al sugo, delle bistecchine tenere tenere, oppure una bella vitella arrosto». Una trattoria alla buona, quella del signor Giovanni. Nientè menù, niente lista dei vini. Televisore sul primo. Arredi semplici. Tavoli all'aperto. Signor Giovanni, l'assessorato all'Urbanistica ha grandi progetti su Campo de' Fiori. Questa è una piazza vincolata sa? Il frate eretico. La tradizione cabalista. La filosofia ermetica. Dovrete indietreggiare con i tavoli. Cinque metri di lunghezza, al massimo. Quanti ne occupa ora? «Trenta metri quadri». Ecco vede? Invece dovrete adeguare i vostri permessi. «Quali? I nostri permessi sono tutti scaduti». Cioè non siete autorizzati? «No. A marzo, forse. Dice che vogliono fare non so cosa. Un salotto mi pare...». Le «piazze Salotto» signor Giovanni. Sono luoghi la cui prospettiva va salvaguardata. Piazza Navona, il Pantheon, Trinità dei Monti...Sono un po' il nostro petrolio. «Sì, vabbè. Sono cose fatte apposta per penalizzare noi commercianti. Abbiamo chiesto di ampliare l'occupazione. Non ci hanno mai risposto. Siamo andati avanti lo stesso. Ci hanno fatto la multa», Davvero? «Certo. Venticinquemila euro. Ancora li devo pagare. Se ne occupa il mio avvocato, Sapete cosa pensiamo noi qui? Che il Comune ha più interesse a guadagnare con le multe che a dare le concessioni...». Ma se poi non le pagate che interesse ha? «Ehh, qualcuno le pagherà". E' un giovedì tranquillo sulla piazza della vaiolence. Ma è anche presto. I ristoratori chiacchierano volentieri. Il signor Marco ("niente cognome») è il proprietario di «Baccanale». Arrivato dopo il «Drunken sheep» e lo «Sloppy Sam», tanto per regolarsi. Il suo è un caso particolare. Non ha mai ottenuto l'autorizzazione per l'occupazione di suolo pubblico, ma i tavolini all'aperto ci sono ugualmente. Perché mai una persona che esercita senza autorizzazione da tre anni, dovrebbe ora lasciarsi sedurre da esigenze di carattere prospettico-monumentale? Fino ad oggi, ha avuto tre rimozioni racconta, con una punta di orgoglio ("Un altro si sarebbe scoraggiato ma noi siamo andati avanti a testa bassa ed eccoci qua»). Il locale del signor Marco è uno di quelli a formula «mista». Un po' bar, un po' degustazione un po' panineria, un po' pub. E' tutto? «Sì più o meno» è la conferma. Apre al mattino, chiude all'alba (le tre, le quattro). I clienti (suoi e di altri locali) si accomodano ai tavolini. Ma hanno anche delle alternative. Ai bordi della fontana. Sui gradini della statua di Giordano Bruno. Sotto i portoni. Negli atri condominiali. Lungo i sampietrini, Appoggiati al muro. Alle grate degli edifici. Al "nasone». Sui gradini del «Farnese». In piedi al centro della piazza, sdraiati lungo i bordi perimetrali. Sono davvero tanti i clienti di Marco. Li manderà via quando sarà il momento? Nella piazza più anarchica di Roma, ognuno cerca di fare per sé. In uno degli spazi più fruttuosi della città, ciascuno ara il proprio campo. «Regole? Sono saltate anni fa» dice il signor Dario, proprietario di uno dei ristoranti più vecchi della piazza: per una volta, dotato di menù. A Campo de' Fiori, racconta il commerciante, la liberalizzazione delle licenze ha dato il peggio di sé. «Distanze saltate e criteri azzerati» dice. «Sicurezza, decoro, illuminazione: ne vogliamo parlare?». Parliamone signor Dario. Dovrà arretrare lo sa? «Se ne parla da una vita...». Questo è l'unico ristorante con i tavolini all'interno e l'allestimento panoramico in sospeso. «L'altro giorno ero a pranzo con l'assessore al Commercio e gli ho detto: "ce fate sapere qualcosa o no?". Non è così che si lavora'. Non è invece che qualcuno ne approfitta per mettere i tavoli come e dove vuole? «Non ricominciamo con la storia dei ristoratori tutti uguali... Se una banca attira rapinatori perché non è sicura, mica uno può far chiudere tutti gli istituti di credito della città...». Parliamo di locali o di casseforti signor Dario? Chissà
Campo de' Fiori. Mi multano, ma tanto non pago...
Il signor Giovanni, proprietario di una trattoria, parla con un giornalista sulle sue difficoltà a mantenere la sua attività a Campo de' Fiori, una piazza vincolata. Il signor Giovanni sostiene che il Comune ha creato problemi con la sua attività, costringendolo a ridurre la sua occupazione e a pagare multe. Il signor Marco, proprietario di Baccanale, è un altro ristoratore che ha avuto difficoltà a mantenere la sua attività senza autorizzazione. Il signor Dario, proprietario di uno dei ristoranti più vecchi della piazza, sostiene che la liberalizzazione delle licenze ha creato problemi di sicurezza e decoro.
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