La prima cosa da fare per valutare un sito è andarlo a vedere. Detta così sembra un'ovvietà ma così non è in questo caso. Per poter accedere alla home page del nuovo portale del turismo italiano www.italia.it ci vuole un minuto di tempo, durante il quale il navigatore deve aspettare che si carichino in successione immagini in fiash (tecnologia che la rete sta abbandonando) e filmati video che non forniscono alcuna informazione utile. Peccato che oggi chiunque bazzichi il web è a conoscenza di una serie di norme che vanno sotto il nome di web usability la cui prima regola recita più o meno così: dopo i primi 10 secondi di attesa di fronte aun pc che non dà alcuna risposta il navigatore passa a fare altro. Ma il problema del portale non è solo di essere supportato da soluzioni tecnologiche non aggiornate come il già menzionato flash, o la struttura delle pagine "a tabella", oppure l'utilizzo della versione 4 dell'Hml nell'epoca dell'XML; e non è neppure quello di non essere completamente fruibile con Firefox (il browser più diffuso su internet dopo Explorer): tutte cose che danno l'idea di un sito uscito ieri, ma probabilmente progettato qualche anno fa. Il vero problema riguarda il fatto che il sito è privo di elementi funzionali di interattività, cosa non è da poco se si fa il paragone con quella che è l'offerta turistica in rete di Paesi concorrenti come Spagna e Francia. Mi spiego meglio. I contenuti (per ora veramente pochi ma questo è comprensibile) sono presentati in sei sezioni ma in nessuna di queste sono previsti elementi di interattività con i navigatori. Nella sezione «Visita l'Italia» troviamo un database di alberghi e servizi, ma non c'è nessuna possibilità di interagire. Nella sezione successiva «Cosa fare» la proposta di copertina riguarda le città del barocco. Ottimo, ma se io fossi interessato ad altro? In questo caso non ci sono strumenti con cui si possa interagire per poter indicare al portale cosa mi interessa ed ottenere l'informazione cercata senza dover navigare su di un sito che man mano che procede la nostra analisi continua a dimostrarsi sempre più lento. La sezione «itinerari» propone un minimo di interattività ma certo non è nulla di nuovo per chi già conosce Google Maps, ViaMichelin o anche il sito delle Pagine Gialle. Ricapitolando, Italia.it non rispetta le norme tecniche dell'usabilità, non dialoga con gli utenti ed è supportato da tecnologie obsolete. Ma almeno rispetta le leggi in vigore? Pare di no e non è poco per un portale pubblico. Ad ammetterlo sono i redattori stessi, quando scrivono che «alcune sezioni non sono ancora accessibili». L'impressione, però, da alcune prove fatte con il validatore automatico del W3C (l'organismo che certifica l'accessibilità di un sito web a livello internazionale) è che vi sia ben più di qualche sezione del portale che non risponde al requisiti della legge Stanca. Ultimo punto dolente è la fretta. Sembra paradossale parlare di fretta per unprogetto web al quale si è lavorato da almeno tre anni, ma non si possono spiegare altrimenti svarioni come quelli indicati da preoccupati lettori giapponesi che segnalano come nel pulsante di accesso alla versione nella loro lingua ci sia scritto «vendiamo» invece di «lingua giapponese» o quello segnalato da uno spagnolo che ha trovato una strana e inquietante similitudine tra il logo di Italia.it e quello del sito del partito iberico izquierda-unidaes.