Templi e santuari, le terme, una strada: tutti nella parte alta Dal 31 marzo saranno visitabili i nuovi scavi frutto di cinque anni di lavori nel bosco a sud della rocca con un panorama mozzafiato Il Comune di Piombino diventa gestore diretto di tutta la zona secondo un modello innovativo per tutta Italia E riEmeRsa una parte della città, con i templi e i santuari, le terme, le abitazioni e una via lastricata. Un pezzo dellantica Populonia di età etrusco-romana, databile intorno alla fin del II secolo a. C., che restituisce altre raffinate e importanti testimonianze: mosaici con ritratti di schiavi etiopi e con profili di città turrite oltre a stanze decorate con stucchi e intonaci dipinti, reperti che purtroppo sono in attesa di restauro e non saranno visibili. Aprirà invece al pubblico il 31 marzo la nuova area di sette ettari dellacropoli, il più antico insediamento urbano di Populonia, frutto di cinque anni di ulteriori studi, ricerche e scavi nella zona sud, con una vista mozzafiato sul canale di Piombino e sullIsola dElba. Un panorama intatto, non contagiato da costruzioni, come un tempo lo vedevano appunto gli Etruschi. Non solo necropoli e percorsi fra tumuli e tombe nel Parco archeologico di Baratti-Populonia: ecco la prima parte dellacropoli e persino il complesso medievale del monastero di San Quirico, che documenta il passaggio tra la città antica e lepoca successiva. I lavori vanno avanti da lungo tempo. Anzi non si sono mai fermati. Già nel '98 fu aperto un nuovo lotto, con la "necropoli delle Grotte" e San Cerbone, oltre 100 ettari di area del parco valorizzata e aperta al pubblico. E risale al 98 la firma di una convenzione con il ministero dei Beni culturali che siglò la concessione della gestione del Parco di Baratti e Populonia alla "Parchi Val di Cornia spa", che riuniva i Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto in un unico progetto; vista declinare leconomia legata alle acciaierie, si aprivano le porte al business turistico-culturale dei parchi archeologici, naturalistici e minerari. Una società di gestione, braccio-operativo all85 a capitale pubblico in mano agli enti locali, al 15 legata ad imprese private della zona. «Ebbene, utilizzando fondi ministeriali e comunitari, coinvolgendo nella ricerca le università di Pisa, Siena, Firenze, Roma e Venezia, siamo andati avanti nei nostri piani di gestione, valorizzazione e ampliamento del parco archeologico - spiega il presidente della spa Massimo Zucconi - E ora, scaduta quella convenzione, proseguiamo in regime di proroga, ma ci apprestiamo a siglare un nuovo accordo, il primo in Italia». La firma è prevista proprio il 31 marzo, in occasione dellinaugurazione dellarea dellacropoli. Si tratta di un accordo innovativo, un nuovo modello di gestione e valorizzazione, che coinvolge ministero dei Beni culturali, Regione e Comune di Piombino. Lo illustra direttamente il sindaco di Piombino Gianni Anselmi: «Ho chiesto al ministero la tutela e valorizzazione diretta del Parco di Baratti e Populonia, un salto di qualità giuridico, poiché dalla semplice concessione di passa alla gestione diretta. Il Comune si occupa anche della tutela, ovviamente in collaborazione con la Soprintendenza archeologica della Toscana e con la Regione Toscana, alla luce di quanto previsto dal nuovo Codice dei Beni culturali di Urbani». La proposta, sottolinea il sindaco, è già stata discussa positivamente con il sottosegretario ai Beni culturali Andrea Marcucci, con i responsabili della soprintendenza toscana, ben accolta anche dal presidente della Regione Claudio Martini che con Marcucci, sarà presente alla firma del nuovo patto, tra laltro previsto anche dal Titolo V della Costituzione che ha dato più poteri alle Regioni in materia di beni culturali. «Un passaggio complesso, che apre la strada ad un nuovo modello di gestione su tutto il territorio nazionale - prosegue Anselmi - Si attivano valorizzazione e tutela secondo un nuovo quadro di rapporti. Perché se cè una buona valorizzazione del patrimonio, cè anche un innalzamento della tutela, come abbiamo provato in tutti questi anni di gestione e ampliamento del parco, che ha tra laltro raddoppiato i suoi visitatori».