«Genova città europea della Cultura per il 2004? Ma quando mai? Savona sarà il fulcro della cultura, altro che Genova». Scusi, Sgarbi? «Certo. Le mostre di prestigio e d'interesse internazionale saranno a Savona, non a Genova. Ancora voi non lo sapete, ma ci sarà Savona 2004. E sarà un successone». Non è una battuta da solleone. E neppure una boutade da cena fra amici tiratardi. Nonostante provenga da Vittorio Sgarbi, serissimo soprattutto in temi di paradossi. Il critico d'arte non soltanto è fermamente convinto che Savona l'anno prossimo diventerà il fulcro culturale dell'Europa, ma ci sta già lavorando. Ha preso contatti con l'amministrazione comunale che naturalmente gli ha dato carta bianca e sembra disposta a fargli ponti d'oro. Se non altro per la pubblicità indiretta che ne ricaverà comunque. Grazie a questa originale "controprogrammazione" decisa da Sgarbi. E' una minaccia o una promessa? «Il mio progetto è autentico. Fare di Savona la vera città europea della Cultura per il 2004. Potremo aggiungere anche qualche bella cosa di teatro. Mentre Genova farà quelle boiate sui transatlantici, le cose serie vanno a Savona. Ho già parlato con il sindaco e gli porto "Da Tiziano a De Chirico, la ricerca dell'identità", inventata nel '74 da Gianfranco Bruno, genovese, ex presidente dell'Accademia Ligustica di Genova. Lui ed io saremo i curatori anche a Savona». Quando ha parlato con il sindaco di Savona? «Ci siamo visti il 20 luglio, quando sono andato a inaugurare l'orchestra di archi e percussioni Virio, dell'Accademia Respighi, riempendo la Calata Sbarbaro. Era pieno di gente. Proprio una bella serata. Ho parlato con il presidente della banca, come si chiama, Carisa e con il sindaco proponendo loro questa mostra che ora è a Cagliari e poi sarà a Palermo. Saranno 150 quadri: Giorgione, Tiziano, Caravaggio De Chirico, Sironi, Guttuso, Pirandello, Carracci, Artemisia Gentileschi, Bernini e molti altri, sul tema del ritratto interiore, la ricerca dell'identità. Un tema psicoanalitico. Gianfranco Bruno per una mostra a Palazzo Reale aveva toccato due secoli di pittura, io ne ho presi cinque». Quando sbarcherà a Savona? «Nell'aprile-maggio del 2004». Perché non Genova? «Lì avevo proposto una mostra sul Rinascimento in Italia, a Biasotti. Niente. Non ha capito nemmeno la parola, non la sapeva. Poi Pericu è venuto da me e gli ho proposto una mostra da Caravaggio a Mattia Preti che dovremmo fare. Ma nel 2005. Perché il 2004 era già caricato di varie boiate... Nel frattempo il Museo di Vienna, più importante del palazzo Ducale di Genova, ha preso la stessa mostra in febbraio. Sono stati più veloci: in due giorni hanno bruciato Genova che ci ha messo un anno per pensarci, decidere e fissarla al 2005. Mentre loro si fanno i transatlantici, vado a Savona con Tiziano. De Chirico e tutti i grandi maestri». Ha in mente altre mostre? «Questa è già notevole. Faremo anche altre cose importanti. Ho pensato anche ad Egon Schiele, per il versante più strettamente contemporaneo». Con quali mezzi? «E' un progetto pronto e molto ben fatto. Tant'è che ne parlano qui a Porto Rotondo, anche se la mostra adesso è a Cagliari. Quella di Savona sarà una versione diversificata e ampliata. Il sindaco e il presidente della banca l'hanno trovata interessante». Si, ma quanto costa? «Costa poco. Costa un centesimo di quello che spende Genova. Costa fra i 6 e i 700 mila euro. Niente. Mi pare che per Savona non sia un problema. Anni fa avevamo fatto già insieme una mostra al Priamar sulle strutture del Novecento, Questa sui ritratti è bella per loro, facile per me, bella per il pubblico». Ovviamente verrà a inaugurarla. «Certo, con tutti i miei amici. Mentre Genova affonderà con i suoi orrendi transatlantici».