La temperatura è sempre costante a 20 gradi. Lumidità non deve superare il 60. Le soffitte dellArchiginnasio, arrampicate in cima a una scala a chiocciola, assomigliano a un bunker fatto di decine di stanze una infilata nellaltra. Solo che non servono a nascondere persone, ma a custodire libri. Qui, dal 2006, è conservato ciò che resta della biblioteca della Casa del Fascio di Bologna, una delle più vaste e importanti dellItalia fascista. Novemila volumi, dei trentamila che originariamente la componevano. Tutti recuperati da un deposito, dove erano finiti dopo gli anni '60, tutti disinfestati, restaurati, ricatalogati secondo la disposizione originaria. Oggi, questo fondo librario, non accessibile al pubblico ma consultabile in biblioteca, rappresenta la ricostruzione più completa di quello che erano le Case del Fascio del regime, i circoli del partito. «Uno strumento per leggere la cultura di quegli anni - spiega il direttore dellArchiginnasio Pierangelo Bellettini - attraverso i suoi libri. E per vederne levoluzione». La biblioteca della Casa del Fascio di Bologna fu fondata da Leandro Arpinati e dal 1924 ebbe la sua sede a Palazzo Fava, in via Manzoni 4, dove oggi cè il Museo Medievale. Quella fu però solo una delle sue tante «case». Dal palazzo della Gioventù Italiana del Littorio, nellattuale autostazione, che divenne anche sede della biblioteca popolare, a piazza Calderini, a via de Foscherari. Finché nel 1967, con lapertura della nuova biblioteca popolare a Palazzo Montanari, i novemila volumi della Casa del Fascio divennero semplici «scarti di magazzino», e furono dimenticati in un deposito comunale. «Noi li abbiamo trovati nel 2001» racconta Bellettini. Da allora è cominciato la difficile fase del recupero, che è durata anni». Dalla disinfestazione, per eliminare spore e funghi, alla catalogazione, realizzata tra il 2004 e il 2005 con il supporto della Fondazione del Monte. «Una cosa di cui ci siamo accorti subito - spiega il direttore dellArchiginnasio - è che i testi erano catalogati per contenuto». Ce nerano di letteratura, storia, diritto, poesia, arte, teatro. Poi cera anche, naturalmente, la politica. Meglio, la propaganda, catalogata con la sigla «bf»: biblioteca fascista. «Spesso si trattava di libri che venivano donati da gerarchi fascisti che lasciavano in regalo alla biblioteca un testo dedicato». Lo fece più di una volta anche il Duce: sul frontespizio di un piccolo volume che raccoglie tutti i suoi discorsi è ancora visibile la firma a penna di Benito Mussolini, e la stampa «dellex libro» personale. Una chicca. Ma non è lunica. Tra le donazioni, spiccano quelle del ministro delle colonie Luigi Federzoni, dello scrittore ravennate Alfredo Oriani, dello stesso fondatore della biblioteca Leandro Arpinati. Ricchissima anche la collezione di testi teatrali, donata in toto da Antonio Cervi, critico teatrale del Resto del Carlino dal 1889 al 1923 e padre dellattore Gino Cervi. «Cervi donò alla casa del fascio migliaia di testi - raccontano allArchiginnasio - molti conservavano al loro interno delle fotografie depoca, di attori e attrici». Conservate a parte, le oltre 1500 foto sono state tutte messe in rete e sono consultabili dal sito dellArchiginnasio. Molto vasta anche la collezione dei manuali Hoepli, «piccoli vademecum sugli argomenti più disparati, dal giardinaggio, alle zebre alla «metallografia» allora molto in voga». Piccole testimonianze per rileggere la cultura fascista.
BOLOGNA. I tesori di carta della Casa del Fascio AllArchiginnasio è conservata la biblioteca del Ventennio
La biblioteca della Casa del Fascio di Bologna, fondata da Leandro Arpinati, era una delle più vaste e importanti dell'Italia fascista. Dopo gli anni '60, i libri furono trasferiti in un deposito e dimenticati. Nel 2001, la biblioteca fu ricontestualizzata e i libri furono recuperati e restaurati. Oggi, il fondo librario è consultabile in biblioteca e rappresenta la ricostruzione più completa di quelle delle Case del Fascio del regime. I libri sono catalogati secondo la disposizione originaria e includono testi di letteratura, storia, diritto, poesia, arte, teatro e politica.
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