Un antico inconveniente della disciplina degli interventi edilizi sul territorio è consistito nella sovrapposizione degli strumenti di tutela del paesaggio e dei piani urbanistici. All'origine dei problemi Ciò risale al fatto che originariamente i piani regolatori dovevano comprendere soltanto i centri abitati e le zone di espansione, lasciando fuori il restante territorio, avente spesso particolare interesse paesistico. Inoltre, i piani regolatori dovevano essere diretti a disciplinare l'incremento edilizio dei centri abitati e lo sviluppo urbanistico in genere del territorio. Invece, gli strumenti di tutela paesistica dovevano impedire che le località vincolate fossero utilizzate in modo pregiudizievole alla bellezza panoramica. La detta sovrapposizione non ha più senso, poiché attualmente i piani urbanistici ed i piani paesaggistici sono stati estesi alla totalità del territorio comunale. Questa novità dovrebbe essere avvertita dalla Regione che, già in base alla legge Galasso (la numero 431 del 1985), poteva provvedere all'approvazione di piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesistici ed ambientali. Questa possibilità di unificare gli strumenti di disciplina territoriale (urbanistica e tutela del paesaggio) è stata confermata e specificata dal nuovo codice dei beni culturali del 2004, secondo cui la Regione, anche in collaborazione con lo Stato, può approvare piani paesaggistici o piani urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori paesaggistici, concernenti l'intero territorio regionale. Siffatta opportunità dovrebbe essere colta ed attuata dalla Regione Campania, dove la Giunta regionale ha proposto al Consiglio una specie di piano territoriale regionale, in cui sono comprese le "le linee guida per il paesaggio", conseguenti ad intese con la competente Amministrazione statale ed in attuazione della Convenzione europea del paesaggio, ratificata dall'Italia nel gennaio 2006. Non avrebbe senso l'approvazione della detta proposta di Ptr che oltre ad essere quanto mai prolissa, generica e confusa affida alle Province il (giuridicamente improbabile) compito di approvare piani territoriali aventi anche valore di piano paesistico. Come si è già rilevato anche su queste colonne, la procedura intrapresa risulta in contrasto con la vigente legislazione dello Stato, che in materia paesistica ha una competenza legislativa esclusiva. Invece, proprio in considerazione delle vantate intese raggiunte dalla Regione con l'Amministrazione statale dei beni culturali, il piano territoriale regionale all'esame del Consiglio dovrebbe essere trasformato in un "piano urbanistico territoriale con specifica considerazione dei valori paesaggistici", ai sensi del citato codice dei beni culturali. In tal modo avremmo finalmente uno strumento unitario di disciplina degli interventi sul territorio, che servirebbe a coordinare ed indirizzare la formazione e l'approvazione dei piani sottordinati (piano territoriale provinciale e piani urbanistici comunali) e che, nel contempo, potrebbe e dovrebbe contenere specifiche misure di salvaguardia e di utilizzazione delle aree ai fini della tutela paesistica ed ambientale. Notevole accelerazione Tale piano territoriale - elaborato d'intesa con i Ministeri dei beni culturali e dell'ambiente - comporterebbe una notevole accelerazione dell'approvazione dei piani urbanistici e toglierebbe al parere del Soprintendente (sui singoli interventi edilizi) il carattere vincolante, che in mancanza del detto piano territoriale il codice prescrive, a partire dal primo maggio del 2008. Indubbiamente, la soluzione proposta comporterebbe un maggior lavoro per gli organi regionali. Ma trattasi della funzione propria dell'Ente Regione, che, invece, dovrebbe liberarsi del peso di molte funzioni amministrative, attuando l'obbligo costituzionale della delega agli enti locali. Ma la domanda finale resta sempre la medesima: che cosa si deve fare per ottenere che le pubbliche Istituzioni adottino le soluzioni più semplici, più ragionevoli e più corrette?
Tutela del paesaggio: strumenti sovrapposti
La disciplina degli interventi edilizi sul territorio è stata caratterizzata da una sovrapposizione degli strumenti di tutela del paesaggio e dei piani urbanistici. Questo è dovuto al fatto che i piani regolatori inizialmente si concentravano sui centri abitati e le zone di espansione, mentre gli strumenti di tutela paesistica erano destinati a impedire l'uso pregiudizievole delle località vincolate. Tuttavia, con l'estensione dei piani urbanistici e paesaggistici alla totalità del territorio comunale, questa sovrapposizione non ha più senso.
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