UNIONCAMERE-ISNART Gli operatori si dichiarano ottimisti sull'incoming È stabile l'occupazione delle strutture ricettive Il turismo in Italia, nel 2006, ha mantenuto le posizioni dell'anno precedente e per il 2007 i segnali sono favorevoli. È quanto emerge dall'osservatorio Unioncamere-Isnart che, a conti fatti, non offre molti motivi di trionfalismo. L'occupazione nelle strutture ricettive è rimasta in linea con il 2005 nel primo semestre, segnando un incremento in aprile e giugno, mentre da luglio in poi c'è stata una flessione. Ieri, durante la presentazione dei dati, la responsabile operativa dell'Isnart, Flavia Coccia, ha spiegato che l'estate non è stata buonissima e l'inverno non ha ripetuto le performance del 2005; complessivamente, però, nell'intero anno si sono stabilizzati i flussi'. Le vacanze effettuate dagli italiani sono state 121 milioni, di cui l'84 entro i confini nazionali. A conferma che aumentano i pernottamenti, c'è il fatto che i turisti sono scesi da 49,055 a 47,553 milioni. In discesa anche i consumi turistici, passati da 46,8 a 44,5 miliardi di euro; a risentirne di più sono state le seconde e terze vacanze, segno di una crisi economica che continua a lasciare il segno. Tra le destinazioni, a livello di province, va segnalato il sorpasso di Roma su Rimini: la capitale ha assorbito il 5,6 del totale delle vacanze. Per quanto riguarda invece i flussi provenienti dall'estero, si riduce la quota di operatori che denunciano un calo del mercato tedesco; buone le percezioni rispetto a Inghilterra, Francia e Stati Uniti. Il 41 dei tour operator ha dichiarato che aumenterà le vendite sull'Italia. Rimane però un punto critico: se la richiesta della destinazione Italia arriva all'81, soltanto la metà si traduce in flussi turistici. Un altro dato preoccupante è che i viaggi organizzati, l'anno scorso, sono diminuiti dal 17,5 al 14; contemporaneamente le prenotazioni via internet sono salite dal 29,2 al 33,4. Un motivo in più, ha osservato Coccia, per far decollare il portale web nazionale. In merito poi alle aspettative sulla Cina, lo studio dell'Isnart evidenzia che si tratta di un mercato difficile: è vero che l'Italia è la seconda destinazione dopo la Germania, ma i visitatori sono stati soltanto 67 mila nel corso del 2006. E se è vero che circa 1,2 milioni di cinesi ha dichiarato di avere intenzione di venire in Italia, è altrettanto vero che, in questo caso più che mai, tra il dire e il fare c'è una bella differenza. Inoltre, un terzo degli abitanti dell'ex Celeste impero afferma di non conoscere neppure l'Italia. Commentando i numeri, Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha detto che l'Italia deve imitare quanto è stato fatto a Roma, che non ha vissuto di rendita ma ha puntato sugli eventi. Bocca ha quindi chiesto di investire di più sul turismo interno, visto che per India e Cina si prospettano tempi lunghi. Infine, un invito all'Enit a spendere bene i soldi disponibili e un appello affinché l'Osservatorio nazionale sul turismo venga affidato a Unioncamere.