L'Annunciazione di Leonardo rimanga agli Uffizi. Questo è il messaggio forte lanciato da una petizione popolare contraria all'imminente prestito in Giappone dell'unica opera completa presente in Toscana del genio di Vinci. Tra i poco meno di 300 firmatari, un big della cultura come Franco Zeffirelli e la storica dell'arte Mina Gregori, nobili, politici ma anche tanta gente comune, uniti da un no trasversale al trasferimento. A promuoverla è stato Livio Fani, che ha anche inviato un'infuocata lettera di protesta al ministro per i beni culturali Francesco Rutelli, responsabile della decisione che ha fatto strocere il naso a molti esperti, Inoltre i firmatari della petizione si schierano anche contro l'annunciato trasferimento della direzione dell'Opificio delle pietre Dure una decisione inaccettabile «perchè finalizzata non a consolidare e sviluppare la preziosa attività dell'opificio come sarebbe da attendersi da un ministro, ma a creare condizioni che ne compromettono immagine e attività». «I giudizi ascoltati esprimono indignazione ha scritto Fani a Rutelli per questa accelerazione dei prestiti che depaupera i musei e che ora non si ferma neppure davanti alle opere principali qual è l'Annunciazione di Leonardo per gli Uffizi, ma in questo caso ha indignato tanti anche il metodo che vede il politico non competente sovrastare valutazioni e decisioni degli storici dell'arte competenti». In particolare stupisce il senso unico dello scambio, che vede l'Italia prestare un capolavoro assoluto senza ricevere nulla in cambio dai giapponesi. Con in più i rischi inevitabilmente connaturati al trasporto, anche il più prudente e sicuro possibile. «L'Annunciazione potrebbe subire danni o andare persa argomenta ancora Fani sia per cause straordinarie come terrorismo, disastro aereo e terremoti, sia per cause ordinarie come errori nelle movimentazioni umane o meccaniche. Per una sola di queste cause l'Annunciazione non può essere spostata dal suo habitat secolare che ne garantisce l'incolumità, e non può essere trasferita all'estero in osservanza all'articolo 66 comma B della legge Urbani, che proibisce il trasferimento all'estero di opere d'arte costituenti il fondo principale di musei e gallerie». Quindi quale altra strada percorrere? Anche su questo punto Livio Fani ha le idee molto chiare. «Lasciare l'Annunciazione dov'è, sostituendala con un'altra opera di livello artistico inferiore, magari attingendo ai musei della sua Roma. E giapponesi capiranno che i fiorentini lottano anche per loro».
Firenze, Leonardo: Una petizione contro la scelta del ministro
Una petizione popolare ha richiesto di lasciare l'Annunciazione di Leonardo agli Uffizi, contraria all'imminente prestito in Giappone. Tra i firmatari ci sono Franco Zeffirelli, Mina Gregori e molti altri. Livio Fani ha lanciato la petizione e ha inviato una lettera di protesta al ministro per i beni culturali. I firmatari si sono anche schierati contro il trasferimento della direzione dell'Opificio delle pietre Dure. Fani ha criticato il metodo di scambio che vede l'Italia prestare un capolavoro assoluto senza ricevere nulla in cambio. Ha anche sollevato preoccupazioni sul trasporto e sul rischio di danni o perdita dell'opera.
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