L'ultimo sopralluogo ha accertato le condizioni fatiscenti del trecentesco edificio di Clusane Il diktat della Soprintendenza alla proprietà: «Va sistemato» Il castello di Clusane d'Iseo, noto come il castello del Carmagnola, rischia di crollare su se stesso. Ecco perchè nei giorni scorsi la Soprintendenza ai Beni architettonici e al paesaggio di Brescia ha inviato ai proprietari una lettera in cui impone loro di consolidare e restaurare urgentemente lo storico edificio, assegnando altresì il termine perentorio di due mesi per presentare un adeguato progetto di intervento che interessi l'intero complesso. In difetto di tale progetto, è precisato nella missiva, firmata dall'architetto Luca Rinaldi e spedita per conoscenza al Comune di Iseo, la Soprintendenza procederà direttamente all'esecuzione delle opere sollecitate, che restano in ogni caso, come prevede il decreto legislativo 422004, a carico degli stessi proprietari. Inutile dire che il diktat della Soprintendenza ha sortito l'effetto da tempo auspicato a Clusane e dintorni: l'assessore iseano all'Urbanistica, il clusanese Paolo Brescianini, ha convocato i proprietari del castello - i fratelli Renato e Mario Anessi, nonchè i fratelli Ennio e Luigi Bosio - e i tecnici di loro fiducia per concordare una strategia comune. «I proprietari si sono impegnati a fare la loro parte - racconta Brescianini - L'amministrazione municipale, invece, che già aveva in animo di affidare a un architetto un piano di recupero del castello, ha deciso di conferire quanto prima il relativo incarico. Si tratta infatti di capire quali funzioni e quali destinazione d'uso siano compatibili e in grado di valorizzare l'immobile». Un complesso che, a sentire la Soprintendenza, «riveste una grande importanza storico-artistica». Recuperato come si conviene, secondo una convinzione diffusa, potrebbe far compiere al turismo clusanese e del Basso Sebino il tanto vagheggiato salto di qualità. L'imponente struttura, in posizione incantevole, affacciata com'è sul lungolago, ha un volume di circa 15.000 metri cubi e una superficie calpestabile di 2500 metri quadri. Un tema su cui si sono pure esercitati gli studenti della facoltà di Ingegneria di Brescia sul finire degli anni '90; una delle loro proposte ipotizzava che nel castello si ricavassero spazi d'uso pubblico, un hotel, un ristorante e, al pian terreno, persino un auditorium. Risalente al Trecento, l'immobile fu donato nel 1428 dalla Repubblica veneta al condottiero Francesco Bussone, detto «il Carmagnola», che ne beneficiò solo quattro anni, perchè la Serenissima, ritenutolo poi un traditore, lo espropiò e lo giustiziò, disperdendone le proprietà tra privati. Dal 1985 il castello versa in stato di grave abbandono. Dalla relazione stesa dalla Soprintendenza al termine dell'ultimo sopralluogo, effettuato il 15 gennaio 2007, si evince che le facciate sono quasi totalmente prive di intonaco, il tetto è fatiscente e a tratti mancante, in alcune stanze gli orizzontamenti sottostanti e le crociere su cui insistevano sono crollati, i loggiati posteriori sono in equilibrio statico instabile, gli infissi spariti, le parti di intonaco decorato in avanzato stato di degrado. La Soprintendenza ha pure steso un elenco dettagliato delle lavorazioni necessarie e urgenti da eseguire: rifacimento del tetto, ricostituzione o consolidamento degli orizzontamenti, interventi di riequilibrio statico sul colonnato pericolante, consolidamento delle murature strutturali, ricostruzione delle volte crollate, restauro conservativo delle facciate, degli intonaci e delle superfici affrescate, stistemazione delle finestrature e della pavimentazioni. Un'impresa immane. Che richiederà il reperimento di risorse ingenti.
ISEO. Sos, il castello cade a pezzi
La Soprintendenza ai Beni architettonici e al paesaggio di Brescia ha inviato una lettera ai proprietari del castello di Clusane d'Iseo, noto come il castello del Carmagnola, richiedendo di sistemare l'edificio in condizioni fatiscenti. La Soprintendenza ha assegnato un termine di due mesi per presentare un progetto di intervento che interessi l'intero complesso. Se non si presenta un progetto adeguato, la Soprintendenza procederà direttamente all'esecuzione delle opere sollecitate.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo