Operativo da ieri il portale turistico nazionale www.italiait, per il quale sono stati fmora stanziati milioni. Il portale, partito con informazioni sull'Italia in 4 lingue, è stato presentato dal vicepremier Francesco Rutelli e dal ministro Luigi Nicolais. Informazioni su strutture ricettive, collegamenti ed eventi - Rutelli: riprendiamo la leadership nel mondo. Il turismo va in vetrina sul web. Presentato alla Bit il portale Enit di promozione - Investiti 45 milioni MILANO Per lo sviluppo del turismo l'Italia, dopo il nuovo marchio (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri), gioca ora la carta di internet. Il vicepremier Francesco Rutelli e il ministro per l'Innovazione nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais, hanno presentato ieri ufficialmente, alla rassegna Bit di Milano,il portale turistico nazionale www.italia.it che è già operativo. Il portale che offre una panoramica su eventi, destinazioni e percorsi di viaggio nel Paese (ma non consente diprenotare soggiorni) era stato già presentato a Palazzo Chigi nella primavera del 2006 dall'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ma non era mai diventato operativo. Quattro le lingue utilizzate (inglese, spagnolo, tedesco e cinese) e a regime raddoppieranno (con spagnolo, russo, francese e giapponese). Rutelli ha ricordato che l'Italia vuol tornare a essere leader in campo turistico nel mondo (oggi è quinta, dopo Francia, Spagna, Usa e Cina) e che la sfida sarà impegnativa visto che in dieci anni il volume di viaggi nel mondo raddoppierà, passando da 8oo milioni a oltre 1,6 miliardi; 1,2 milioni di cinesi sono già pronti a venire in Italia, secondo Isnart, e il Governo ha siglato un accordo con la Tunisia per favorire la vendita congiunta di pacchetti vacanze. Quella del portale che viene gestito dall'Enit è stata una operazione complessa, sviluppatasi nell'arco di oltre un triennio con una dote da milioni, di cui 2l di pertinenza delle Regioni. Attualmente solo sette amministrazioni hanno offerto un pacchetto sufficiente di contenuti. Come hanno ricordato Rutelli e Nicolais, ci vorrà almeno un anno per entrare a regime. L'obiettivo dichiarato comunque è di consolidare la competitività dell'offerta italiana in campo internazionale visto che la quota media diraccolta di informazioni, prenotazioni e transazioni in campo turistico copre ormai più del 50 del totale a livello mondiale. «Per la prima volta i marchi delle singole Regioni viaggiano insieme con quello dell'Italia» sottolinea Enrico Paolini, coordinatore nazionale degliAssessoriregionali al turismo. «Il futuro è di internet» ha commentato Bernabò Bocca, presidente di Confturismo. «Saranno fondamentali i contenuti dice Costanzo Jannotti Pecci, presidente di Federturismo evitando che l'incrocio delle banche dati locali creino confusione, serve una immagine coerente tra i contenuti regionali. Da chiarire bene poi il ruolo del portale, evitando sovrapposizioni con le attività commerciali proprie delle imprese turistiche che già operano attraverso il web. Spero poi che la crisi politica non freni i progetti in campo turistico». «E' un passo avanti aggiunge Luca Zaia, vicepresidente del Veneto finora abbiamo dovuto utilizzare un indirizzo come quello delle Isole Tonga (www.veneto.to) per le contraddizioni della burocrazia italiana sui domini internet». «Un altro banco di prova importante aggiunge Guido Pasi, assessore al Turismo dell'Emilia-Romagna sarà il rilancio dell'Enit dopo la riforma»; e l'ente di promozione all'estero guidato da Umberto Paolucci ha messo in cantiere investimenti per 25 milioni di euro. «Ma le Regioni contrasteranno rilancia Zaia ogni tentativo di ripristinare il ministero del Turismo sotto mentite spoglie». E le amministrazioni regionali del Sud, guidate dalla Campania, hanno già creato un network di promozione (comprende anche Puglia, Abruzzo, Basilicata, Sicilia, Molise e Calabria) e stanno per lanciare sul mercato un proprio marchio: «Southltaly». Rutelli ha rilanciato sul tema della destagionalizzazione sottolineando che il calendario scolastico potrà cambiare allungando la frequenza di due settimane. Esami di Stato e frequenza potrebbero essere spostati alla seconda metà di giugno (possibile anche l'anticipo di una settimana dell'avvio della scuola).