Ieri il visitatore numero 100mila: una famigliola di Barcellona "Siamo già stati a Palazzo Reale, alla Mole e allEgizio. E adesso non ci perdiamo questo capolavoro" Un importante traguardo ad appena 60 giorni dalla riapertura: agli ospiti ingresso omaggio e libri in dono Il centomillesimo visitatore di Palazzo Madama è in realtà una famiglia di quattro persone di Barcellona. Padre, madre e due bambine, a Torino in vacanza per una settimana - che doveva essere «bianca» - ma anche per festeggiare il compleanno dei cuginetti. Sono entrati nellatrio di Juvarra alle 15.40, minuto più minuto meno lora prevista per il taglio del traguardo della cifra tonda e più che onorevole, raggiunta dopo 60 giorni di apertura. «Volevamo sciare, siamo stati a Clavière, ma poiché la neve non è granché, abbiamo preferito i musei», dice la signora Patrizia, padre catalano, madre torinese (e nonno trasferito in Catalogna dallOlivetti), che di cognome fa Rosses Vernetti. Il marito Juan, titolare di una ditta per la stampa di riviste e periodici, si guarda intorno stupito, lui litaliano non lo parla, ma la situazione in fondo lo diverte. Le bambine Carla e Maria esultano. Per loro quattro è stato preparato un vero e proprio comitato di accoglienza. Ad attenderli alla biglietteria, tra i flash dei fotografi, il vicesindaco Tom Dealessandri, i presidenti della Fondazione Crt Andrea Comba e di Torino Musei Giovanna Cattaneo, il direttore del Museo di arte antica Enrica Pagella. E poi lintervista al telegiornale, il dono di alcuni volumi, tra cui quello su Palazzo Madama, strenna 2006 della fondazione di via XX Settembre. «Siamo già stati a Palazzo Reale, ora non ci perdiamo questo edificio», dice la signora. «Abbiamo visitato anche il Museo del Cinema e lEgizio, che è troppo bello, visto il Monte dei Cappuccini e mangiato la pizza», aggiunge seria la più grande delle bambine. Rispondono con calma alle domande. «Qui si paragonano spesso Torino e Barcellona, due città rilanciate dalla cultura e dal turismo, lei che conosce bene entrambe è daccordo?», viene chiesto alla signora. «Beh, sì, una volta di Torino si sentiva parlare in Spagna soprattutto per la Fiat, poi ci sono state le Olimpiadi e la situazione è cambiata. Credo comunque che tra le due città esistano diversi punti in comune». Per esempio? «Limportanza che si dà al lavoro, limpegno che si mette nel fare le cose, persino il senso del sacrificio. E poi lattenzione e il gusto per il design». Ancora qualche fotografia con le autorità, poi via nelle sale per vedere il palazzo con le sue collezioni. Il tempo non è troppo: alle 17 li attende la torta per il compleanno dei due nipotini.