Chi provvede ai lavori evita guai giudiziari pagando settecento euro Il gioiello del Settecento era ridotto a una discarica Indagato il proprietario Lultimo sequestro a Villa Marassi nel rione Calatafimi Dopo anni di attese per il risanamento gli ultimi sequestri ordinati dalla Procura hanno fatto il miracolo: sono già partiti i cantieri per il restauro di 3 palazzi nobiliari, 12 ville, un castelletto, un baglio, un oratorio e 4 chiese. Ma il lavoro della magistratura e del Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale non è ancora finito: i restauri vanno avanti sotto scorta. Se dovessero fermarsi, i sigilli sono pronti a scattare nuovamente. Però, i proprietari sanno che è più conveniente fare tutto in fretta, e soprattutto bene. Solo così potranno evitare il processo e risolvere i guai giudiziari con una oblazione da 700 euro, che non lascia traccia nel casellario. Il pool tutela patrimonio artistico della Procura, coordinato da uno dei vice di Francesco Messineo, Paolo Giudici, sta proseguendo a tappeto il controllo di tutti gli immobili storici della città. A seguire il lavoro dei poliziotti sono i sostituti Amelia Luise, Ennio Petrigni, Fabrizio Vanorio e Maria Forti. Proprio ieri i vigili hanno fatto scattare i sigilli in piazzetta Pietratagliata, traversa di corso Calatafimi: Villa Marassi dei duchi di Pietratagliata, un altro gioiello del Settecento, è ormai trasformata in discarica. Le indagini del pm Luise hanno portato al provvedimento firmato dal gip Pasqua Seminara. Una denuncia è scattata per i proprietari dellimmobile. «Sembra un lavoro senza fine», dice uno dei dodici vigili che stanno passando al setaccio i tesori dimenticati della città. «I sequestri disposti dalla magistratura si sono rilevati uno strumento importantissimo per portare al più presto ai restauri o per eliminare alcuni abusi che erano stati compiuti». Sono davvero tanti i cantieri aperti: a Palazzo Bonocore (piazza Pretoria), Palazzo Gravina di Palagonia (via IV Aprile), Palazzo Burgio di Villafiorita (via Garibaldi). Poi a Villa Bonocore dei principi di Maletto e Villa De Cordova (Tommaso Natale), Villa Arena e Villa Castrofilippo (Cruillas), Villa Anca (via Castelforte), Villa Mattaliano e Villa Rosato (Piana dei Colli), Villa Lampedusa (San Lorenzo), Villa Airoldi (piazza Leoni), Villa Filippina (piazza San Francesco di Paola) e Villa Spina (via Duca degli Abruzzi). Lavori in corso alla chiesa di Santa Maria degli Agonizzanti (via Giovanni da Procida), alla chiesa della Compagnia dei tre re (Capo) e alla chiesa di Madonna di Loreto (via dei Credenzieri). Poi alloratorio di San Nicolo da Tolentino (Albergheria), al cimitero degli Inglesi (via Gulì), al baglio San Filippo (Bonagia) e al castelletto del principe Aci (corso Pisani). Il provvedimento di rimozione dei sigilli è temporaneo, generalmente per tre mesi, poi rinnovabile dopo una verifica sullo stato dei lavori da parte della magistratura. Fino a quando i restauri non terminano i proprietari restano indagati per rovina di edifici, pericolo per la pubblica incolumità o anche per rovina del patrimonio artistico. Lultima villa sequestrata, in corso Calatafimi, è in totale stato di abbandono. Molti soffitti sono crollati, la cappella e alcuni saloni sono ormai trasformati in discariche di rifiuti e detriti. Non ci sono più porte, chiunque può entrare e depositare ciò che vuole. Da tempo i residenti chiedevano un intervento, preoccupati da un continuo via vai di giovani, probabilmente tossicodipendenti. Adesso i vigili e la Procura sperano che presto i proprietari si facciano avanti, con un concreto progetto di restauro. In questo caso come negli altri lavvio dei lavori non è certo facile. Talvolta, i proprietari possono sperare in un contributo pubblico. E allora i tempi per i restauri si allungano. Di certo, da quando si è aperta questa nuova stagione di sequestri e cantieri i magistrati si sono praticamente trasformati in direttori dei lavori. E i risultati non hanno deluso le aspettative. Ma per tanti immobili in via di restauro altrettanti restano nel degrado e nellindifferenza dei proprietari.