Consensi trasversali dopo il Consiglio aperto, anche se resta lo scetticismo della sinistra più radicale Savona, vicino il sì al progetto che cambia il waterfront Il puzzle è ancora incompleto. Mancano la cornice e il chiodo (politico) a cui appendere il quadro. Ma già si intravede, tra cielo e mare, unesplosione di luce, che sale, sale. E che ha tutte le sembianze della Torre di Fuksas. Le audizioni che il sindaco Berruti ha voluto e sostenuto per coinvolgere la città in unoperazione di forte impatto, lasciano poco spazio ai dubbi. Il porto turistico della Margonara, 700 posti barca, più la Torre Fuksas come futuro simbolo di Savona al posto della storica Torretta, ha fatto il pieno di consensi da parte di enti e associazioni. Quella che il sindaco ha con orgoglio definito «una grande prova di democrazia», in effetti si è rivelata poco più di una passeggiata per i sostenitori, pubblici e privati, dellimpresa su cui il duo Gambardella-Spada prevede un investimento non inferiore ai 100 milioni di euro e un business niente male. Il coro di consensi della "tre giorni" è apparso numeroso e variegato. Tutti daccordo, o quasi. Il porticciolo sha da fare. La Torre delle torri pure. Unico scoglio da rimuovere, nulla a che vedere con la Madonnetta su cui Fuksas ha alzato veli protettivi, quello della viabilità tra Albisola e Savona. Già oggi, nelle ore e nei giorni di punta (non parliamo del caos totale nei weekend estivi) la litoranea è una autentica trappola con tempi di percorrenza da delirio per poco più di tre chilometri. Risorsa, occasione, opportunità, volano, immagine. Queste le parole più gettonate nellaula di Palazzo Sisto IV con la maggioranza leggermente scolorita per il netto dissenso della sinistra radicale (Rifondazione e Comunisti italiani) e laperto consenso dellopposizione, verbalmente aggressiva con Vincenzo Delfino, già candidato sindaco bocciato dalle urne, nei confronti della sparuta schiera degli Fuksas. Battuto nei numeri (5-2, 6-1, 5-0) ma tenace e motivato il fronte del "no". La Consulta savonese, che racchiude lassociazione A Campanassa, Storia Patria, Istituto Studi Liguri, Italia Nostra, ha giocato tutte le sue carte per chiedere lo stop del progetto Fuksas. Un dissenso totale in cui sono evidenziati i problemi della viabilità, la rilevanza paesistica e ambientale di quel tratto di costa, i gravi rischi per spiagge, flora e fauna. Oltre alle perplessità sugli insediamenti residenziali e alberghieri e sulla mancanza di un strumento urbanistico riguardante tutto il litorale da Albisola a Vado Ligure. Anche Legambiente e WWF hanno fatto la loro parte, secondo copione. Ma le forze favorevoli allarchitetto italo-lituano sono apparse decise, organizzate e proponderanti. Un coro di "sì", percorso in discesa per Fuksas? Il sindaco sorride sornione, ma non si sbilancia. Cè Rifondazione in agguato. Un incontro chiarificatore è previsto a breve con Berruti nella tana del lupo alla direzione di Rc. «Non faccio la tabellina dei sì e dei no. Le audizioni mi sono servite ad ampliare il raggio di conoscenza e gli elementi di valutazione, ma è il consiglio comunale che mi deve dare il mandato per andare avanti, vale a dire alla Conferenza dei servizi. Non per un semplice parere ma con un ruolo di regìa. La decisione? Entro fine marzo».