Manca un dipinto di Cézanne alle mostra che sarà inaugurata a Palazzo Strozzi il 2 marzo. E un ritratto del collezionista e amico dellartista Victor Chocquet, lo possiede una signora fiorentina erede di Gustavo Sforni che, dopo lunghe trattative con lEnte Cassa di Risparmio promotore della rassegna ha deciso di tenere il dipinto chiuso in cassaforte. E lunico Cézanne rimasto a Firenze dei 40 raccolti allepoca dai collezionisti Fabbri-Loeser-Sforni, poi dispersi poi in mezzo mondo. Ma i curatori sono riusciti a riportarne in mostra 21, per levento più importante a Strozzi. Dietro le quinte della grande esposizione che aprirà il 2 marzo a Strozzi costata 3,5 milioni: già 20 mila si sono prenotati A inizio Novecento i collezionisti toscani arrivarono a possedere fino a 40 opere del maestro dellImpressionismo Cè un Cézanne che non vedremo. E uno dei più bei ritratti che lartista fece allamico collezionista Victor Chocquet. E gelosamente custodito nella cassaforte di una signora fiorentina. Nessuno è riuscito a convincerla ad esporlo. E lunico Cézanne rimasto a Firenze della ricca stagione che vide - a fine '800 inizio '900 - i collezionisti fiorentini, Egisto Fabbri e Charles Alexander Loeser e poi Gustavo Sforni, possedere 40 dipinti del grande pittore, quando lartista di Aix-en-Provence veniva giudicato un "monstre" e le sue tele erano rifiutate da tutti i Salons parigini. Dal 2 marzo Palazzo Strozzi celebra «Cézanne a Firenze» con una mostra dedicata ai collezionisti e alla prima esposizione degli Impressionisti in Italia organizzata nel 1910 da Ardengo Soffici al Lyceum fiorentino. Ma quel Cézanne non ci sarà: la lunga ed estenuante trattativa con la signora, erede di Gustavo Sforni, non è andata in porto. «Abbiamo fatto intervenire tutti i personaggi più influenti e importanti che potevano convincerla, siamo arrivati persino ad offrire una cifra considerevole per acquistarlo, ma niente da fare» racconta Edoardo Speranza, presidente dellEnte Cassa di Risparmio che ha finanziato e promosso la rassegna di Strozzi. E quanto alla cifra offerta, i conti sono presto fatti: basta calcolare che a novembre scorso Sothebys ha battuto una «Natura morta con frutta e vaso di zenzero» di Cézanne a 36,976 milioni di dollari, pari a oltre 28 milioni di euro. E se il «Ritratto di Victor Chocquet» resta ben chiuso in cassaforte, visto e ammirato solo da uno dei curatori della mostra, Carlo Sisi, che lo descrive «bellissimo, ritratto in giacca bianca e una siepe di alloro sullo sfondo», saranno però 21 i dipinti dellartista che torneranno esposti in riva dArno. «Dopo un lunghissimo lavoro si ricerca per ritrovare le opere delle collezioni disperse, trattare con collezionisti privati e musei per i prestiti, un impegno e una trafila di richieste non tutte con esito positivo» racconta Marcella Antonini coordinatrice della rassegna per lEnte Cassa, precisando che se tre dipinti - un autoritratto, un paesaggio e una natura morta - sono stati concessi dallErmitage di San Pietroburgo, «è fallita invece la trattativa con il Museo Puskin di Mosca, che aveva dettato condizioni capestro, mentre è andata bene con un museo australiano e con la Casa Bianca che, grazie allintercessione del console americano a Firenze e dellambasciatore, ha varato un atto ad hoc per permettere di portare allestero un loro Cézanne inamovibile per statuto». Un lungo impegno per i prestiti delle opere, assicurate dallEnte Cassa per 350 milioni di euro, e anche per i curatori. A cominciare da Francesca Bardazzi, sulle tracce dei due collezionisti Fabbri e Loeser da più di dieci anni: «Ho dovuto rintracciare gli eredi, studiare scritti, documenti e foto. Materiali necessari per ricreare in mostra il clima di unepoca, e ricostruire a Strozzi una sorta di "bottega di Vollard" ossia dei quadri di Cézanne acquistati da Fabbri e Loeser a Parigi dal mercante Vollard. E non ci sono solo gli Impressionisti, ma per la prima volta esporremo anche i dipinti di Egisto Fabbri stesso che, dopo il restauro, risultano molto superiori a quanto avevamo immaginato». Una mostra difficile ma ormai pronta a decollare. Firenze si appresta a rileggere il suo passato di capitale internazionale, «quando era guidata da un classe dirigente europea ed era lapprodo di un élite di intellettuali come Berenson, Wharton, James e la stessa Gertrude Stein che scoprì Cézanne a Firenze, da Fabbri che arrivò a possederne 32» sottolinea Speranza. Ed è pronta anche una mostra di foto sui luoghi di Firenze al Museo Alinari, una serie di film e documentari sugli artisti dellImpressionismo che saranno proiettai al cinema Odeon, incontri letterari e pacchetti speciali per richiamare visitatori a Firenze. «Abbiamo già 20 mila prenotazioni e speriamo di toccare il tetto di 400 mila visitatori» si augurano allEnte Cassa, che ha investito nella mostra 3 milioni e mezzo di euro.
FIRENZE. La signora non presta il suo Cézanne
Il Palazzo Strozzi di Firenze ospiterà una mostra su Paul Cézanne, che sarà inaugurata il 2 marzo. Tuttavia, un ritratto del collezionista Victor Chocquet, che appartiene alla signora erede di Gustavo Sforni, rimarrà chiuso in cassaforte. Il dipinto è uno dei pochi Cézanne rimasti a Firenze, dopo che i collezionisti Fabbri-Loeser-Sforni ne avevano posseduto 40 nel 1900. I curatori hanno cercato di convincere la signora a esporlo, ma senza successo. La mostra presenterà invece 21 opere di Cézanne, tra cui alcuni dipinti che non erano mai stati esposti in Italia.
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