«È l'ennesima occasione mancata per il Paese, una operazione mal riuscita e gestita da incompetenti, un piccolo marchietto che rispecchia perfettamente l'Italia di oggi, presuntuosa e poco consistente». A Oliviero Toscani (65 anni), fotografo e designer di fama mondiale, il nuovo logo italiano non piace affatto, e lo dice senza mezzi termini. C'è qualcosa che si può salvare? "L'unica cosa bella è la "I" Con carattere Bodoni" Il resto? "Il puntino rosso è un'idea ma già sfruttata dagli anni 6o, insomma una cosa non originale." E la "t"? "È il lato peggiore." Che dire allora dei colori? "Una banalità assoluta." Come valuta lo slogan che accompagna il nuovo logo? "È il modo migliore per far capire chiaramente che l'Italia non lascia alcun segno. Una cosa penosa. Un marchio forte, che scuote, colpisce e comunica la sua essenza profonda, non ha bisogno di slogan di accompagnamento." Insomma, un flop quasi totale. "Il punto è che in questo tipo di concorsi vincono sempre le aziende come la Landor. Le agenzie tendono sempre ad accontentare i loro clienti e questo pregiudica la creatività. Mi chiedo poi quale sensibilità estetica abbiano politici come Rutelli o Prodi. Questo mi pare un marchio che punta al compromesso. La ricerca ossessiva del consenso crea mediocrità. Questo marchio comunica solo banalità." Secondo Lei cosa dovrebbe comunicare un marchio? "Dovrebbe essere incisivo, fare la differenza. Prenda il cane a sei zampe dell'Eni: Enrico Mattei era un uomo forte e molto lungimirante, ha deciso per il meglio. Il crocefisso, ad esempio, è un simbolo straordinario, vive e comunica da solo. In questa operazione non c'è nulla di subliminale, non ci sono né una visione né una prospettiva. È lo specchio della banalità italiana. In fondo siamo conosciuti nel mondo per avere poco coraggio, per questo motivo molti vanno all'estero. Almeno il marchio della Spagna comunica cultura." Perché non ha partecipato alla gara internazionale? "Non sono stato invitato."
Intervista. OlivieroToscani Poco creativo, è una soluzione di compromesso
Oliviero Toscani, fotografo e designer, ha espresso la sua disapprovazione per il nuovo logo italiano, considerandolo un "flop" e una "banalità assoluta". Ha criticato la scelta del colore rosso e la "t" come elementi non originali. Ha anche affermato che il marchio dovrebbe essere incisivo e comunicare la differenza, piuttosto che cercare il consenso. Toscani ha anche criticato la gestione della gara e ha affermato di non essere stato invitato a partecipare. Ha invece elogiato la "I" con carattere Bodoni come un elemento unico e bello.
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