L'apertura di un ufficio della Sovrintendenza ripropone in primo piano il ruolo della cultura Con la firma del 13 febbraio, tra il soprintendente veneto dei beni architettonici e del paesaggio Guglielmo Monti e l'assessore provinciale alla cultura Claudia Bettiol, che sancisce l'apertura di un punto d'incontro, per cittadini e professionisti, a Feltre, è caduto tabù. Difatti sono trascorsi una molteplicità di decenni inutilmente, durante i quali almeno in alcuni ambienti culturali ci si rendeva conto, di come la nostra provincia fosse molto lontana dalle Soprintendenze. Adesso che la strada è tracciata si tratta di percorrerla proponendo e studiando tutto quanto sia possibile attivare non scordando, tuttavia, come non sia stata una passeggiata portare almeno uno degli Istituti di tutela nel nostro territorio. A chi, come il sottoscritto, è stato dentro il dibattito, e molte volte l'ha promosso, non può difettare la memoria dei momenti nei quali chiedere che fossero aperti degli uffici periferici delle varie Soprintendenze appariva come un affare personale, solo per il fatto che vi lavorava dentro. Ecco perché quanto avvenuto il 13 febbraio va salutato come un grande risultato per la provincia di Belluno, certo da migliorare, soprattutto e non solo, perché con il Piano strategico si sta procedendo nella direzione di ritenere i beni culturali una risorsa da tutelare e valorizzare. Prestando orecchio a quanto riporta la stampa di questo periodo, non è possibile tralasciare la complessità del Bellunese, la sua vastità e pure la contraddittorietà delle richieste che, a volte, non tiene nella giusta considerazione gli sforzi che diversa gente sostiene per ottenere risultati che hanno l'obiettivo di dare contenuti alla nostra specificità e richiesta d'autonomia. L'attardamento e il continuo, inspiegabile, abbassamento del livello del dibattito politico nelle nostre due città più grandi e che troppe volte coinvolge esponenti che calcano il parlamento, non coglie certo le necessità di un'imprescindibile crescita culturale necessaria per uscire dalle secche improduttive dove siamo fermi da troppo tempo. Promuovere la cultura, attraverso la tutela e lo studio del nostro patrimonio, potrebbe farci capire molte cose e aiutarci a crescere ma, purtroppo oggi c'è l'abitudine di fermarsi ai significati solamente utilitaristici che non producono nulla e tanto meno creano futuro. Le sezioni operative delle varie soprintendenze, archeologica, architettonica, artistica e storica, devono assumere il significato di presidi e luoghi culturali che prevedano uno stretto rapporto con le istituzioni, volontari, appassionati e popolazioni locali per arrivare ad un radicamento necessario a far ritenere i beni culturali un patrimonio legato al territorio ed insieme aperto a tutti i confronti possibili a breve e ampio raggio. Molto, se non quasi tutto, dipende da noi, ossia dalla capacità d'essere propositivi, ma non sudditi, rispettosi, ma non servili. Necessitano progetti, idee chiare, capacità di essere al passo con le opportunità previste dalle leggi regionali, statali ed europee, interregionali per dare risposte alle aspirazioni occupazionali dei giovani che hanno intrapreso gli studi in questo settore. Ed infine, tutelare significa conoscere quindi presidiare e monitorare il territorio per schedare il patrimonio architettonico, paesaggistico, archeologico, artistico e storico. Le associazioni volontaristiche sono un pilastro fondamentale perché conoscono e presidiano il territorio e possono quindi fungere da collegamento con le soprintendenze coinvolgendo i rispettivi enti locali che molte volte finanziano gli interventi non ottenendo in troppi casi, come sarebbe logico, un riscontro tangibile in termini di conoscenza delle scoperte effettuate da trasferire nei settori della fruizione culturale ed economico-turistica. Segretario provinciale della Uil
Territorio e patrimonio architettonico
Il 13 febbraio è stato firmato un accordo tra il soprintendente veneto dei beni architettonici e del paesaggio Guglielmo Monti e l'assessore provinciale alla cultura Claudia Bettiol, che apre un ufficio della Sovrintendenza a Feltre. Questo è un grande risultato per la provincia di Belluno, ma ci sono ancora molte sfide da affrontare. La cultura è un patrimonio legato al territorio e deve essere valorizzata e tutelata. Le sezioni operative delle varie soprintendenze devono essere proiettate come presidi culturali che coinvolgano le istituzioni, volontari, appassionati e popolazioni locali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo