Parte il piano paesistico regionale: il Lazio lo attendeva da 20 anni. La Regione si munisce dello strumento principale di pianificazione del patrimonio storico ambientale che detta nuove norme per lapprovazione dei piani regolatori comunali. La prossima Giunta regionale, infatti, delibererà sui primi provvedimenti che avviano il piano e che riguardano da un lato il rafforzamento del livello di tutela sul patrimonio culturale e naturale del Lazio e dallaltro rispondono alle esigenze di sviluppo del territorio. Entro la fine dellanno il piano deve essere approvato, come prevede la legge. Lassessorato regionale allUrbanistica ha ultimato lesame di più di tremila proposte venute da tutti i Comuni del Lazio, compresa Roma, e, dopo averle valutate, le ha inserite nel piano complessivo che sarà sottoposto ad un primo esame del consiglio regionale. Ma liter non finisce qui: contemporaneamente al voto da parte del Consiglio, la Giunta adotterà il piano e a quel punto entreranno in vigore le norme che finalmente sdoganano e poi accelerano lapprovazione definitiva del piano regolatore di Roma e di tutti gli altri Comuni. «Dopo 20 anni avremo uno strumento di tutela del territorio unico - spiega Massimo Pompili, assessore regionale allUrbanistica - i primi piani furono infatti adottati nel 1987 e approvati 10 anni dopo con una legge e senza nessuno confronto con i cittadini e con i comuni. Noi oggi con questo provvedimento abbiano deciso dinvertire questo percorso partendo da un confronto proprio con i Comuni che hanno la maggiore conoscenza dei problemi e dei valori del territorio». E i Comuni hanno un ruolo ancora una volta cogente. Prendiamo ad esempio il Comune di Roma. Tutto comincerà quando il sindaco Veltroni trasmetterà il piano regolatore alla Regione e lo farà appena il piano paesistico sarà adottato. Da quel momento dopo 30 giorni potrà convocare dintesa con il presidente delle Regione Marrazzo la conferenza di pianificazione che metterà intorno ad un unico tavolo i tecnici delle due amministrazioni. Da questo tavolo, entro 90 giorni, dovrà scaturire laccordo che sarà sottoscritto da Veltroni e Marrazzo, sentito il presidente delle Provincia Gasbarra. E ancora nei 30 giorni successivi laccordo dovrà essere ratificato dalla giunta regionale e dal consiglio comunale, solo a quel punto, e saranno passati 150 giorni, Roma avrà il suo nuovo piano regolatore. La redazione del PTPR, (piano territoriale paesistico regionale) è stata svolta sulla base di un accordo di collaborazione con il ministero dei Beni e le Attività Culturali e seguita da un Comitato tecnico scientifico di cui fanno parte anche i rappresentanti delle Soprintendenze. Il lavoro si è rivelato molto complesso soprattutto nel rendere omogenei i 29 piani vigenti sul territorio regionale, molto diversi tra loro e causa perciò di oggettive difficoltà e di contenziosi amministrativi. E lassessore Pompili non ha dubbi, perché il piano funzioni occorre il coinvolgimento di tutti: «Non voglio che questo piano rimanga solo allinterno delle istituzioni ma che ci sia lapporto degli ambientalisti, dei sindacati, degli imprenditori e dei cittadini in generale. Infatti il nuovo piano paestisco regionale costituirà la definitiva tutela del paesaggio laziale, quindi dellambiente. Le aree verdi diventeranno il grande polmone che si estenderà su circa il 60 per cento delle regione. Queste zone non potranno più essere edificate, lo sviluppo delle regione dovrà quindi tenerne conto».