Ridurre il prelievo di prove distruttive, mettere a punto tecniche reversibili, sfruttare la potenzialità della risonanza magnetica e dei rilievi in 3D. Sono questi alcune delle tecniche più promettenti utilizzate per il restauro delle opere d'arte. In occasione della XIV edizione del Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali a Ambientali, che avrà luogo a Ferrara dal 22 al 25 marzo, verranno presentate tecnologie all'avanguardia, nuovi strumenti e materiali in grado di ottimizzare le diverse fasi del recupero di un'opera. «Una delle tendenze più interessanti riguarda la sostituzione di prove distruttive, e quindi il prelievo di campioni da analizzare chimicamente, con l'analisi che si basa sulla potenzialità dei raggi X, ultravioletti o gamma per accertare lo stato di conservazione dell'opera, riconoscerne i pigmenti e indagarne ogni aspetto, come per esempio la presenza di un disegno sottogiacente», ha affermato Giorgio Bonsanti, docente di storia e tecnica del restauro all'Università di Firenze. Per evitare di alterare l'opera sono stati introdotti anche sistemi alternativi di pulitura, una sorta di cura omeopatica non aggressiva per le superfici. «Ci sono attualmente nuovi preparati alternativi ai solventi aromatici che utilizzano l'acqua come mezzo di diffusione», ha aggiunto Bonsanti, «a Firenze sono in atto alcuni studi interessanti sulle nanotecnologie che consentono una diffusione migliore degli elementi consolidanti utilizzati per riparare le porosità degli intonaci. Queste ci permettono di utilizzare una quantità minore di medium acquoso e quindi di lavorare in modo poco invasivo sulle superfici». I principali lavori che verranno presentati a Ferrara sono la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti a Firenze, il Bambin Gesù delle mani di Pinturicchio, il Complesso Laurenziano di Michelangelo a Firenze, alcune opere di Piero della Francesca, l'Ebe di Antonio Canova. Tra le indagini più avanzate per lo studio di opere cartacee, materiali porosi, papiri ci sono la risonanza magnetica e i rilievi in 3D per il calcolo delle proprietà fisiche e geometriche del bene. «Si tende a creare tecniche che offrano reversibilità», ha commentato Marcello Balzani, direttore del Centro dipartimentale per lo sviluppo di procedure automatiche integrate per il restauro di monumenti, «una delle novità del prossimo futuro riguarda la tecnologia immersiva, ossia la possibilità di navigare all'interno delle opere e di riconoscere le qualità delle superfici, misurare i mattoni, aggiungere insomma all'opera che si va a osservare tutti i contenuti di qualità utili per la sua conservazione e il suo restauro».
La tela va dall'omeopata
La XIV edizione del Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali a Ambientali si svolgerà a Ferrara dal 22 al 25 marzo. L'evento presenterà tecnologie avanzate, nuovi strumenti e materiali per il restauro delle opere d'arte. Tra le novità, la sostituzione di prove distruttive con tecniche reversibili, come l'analisi dei raggi X, ultravioletti o gamma per accertare lo stato di conservazione dell'opera. Sono stati introdotti anche sistemi alternativi di pulitura, come cura omeopatica non aggressiva per le superfici.
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