Resti di un villaggio medievale sepolti a Monte Irsi, al confine tra Basilicata e Puglia. E non solo: un antico insediamento di Monte Serico che rivela la sua fisionomia originale; e, a Metaponto, una rete di canali scavata 2000 anni fa e ormai scomparsa. Tracce del nostro passato riemergono in Lucania, ma a rivelarle non sono più i tradizionali scavi, bensì le immagini catturate dallo spazio e rielaborate a scopo archeologico. Tutto questo grazie a una nuova tecnica sviluppata presso il Cnr di Potenza e basata su un presupposto: la presenza di strutture sepolte nel sottosuolo modifica le proprietà del terreno, influenzando la crescita della vegetazione, l'umidità e l'altimetria. Si producono, così, anomalie non sempre visibili dall'occhio umano e dalle foto aeree, ma che è possibile rilevare elaborando i cosiddetti dati "multispettrali" offerti dai sensori di ultima generazione di satelliti come QuickBird. Quasi a confermare che da lontano, a volte, le cose si vedono meglio: anche quando appartengono a un passato che sembra dimenticato.
Scavi archeologici... con il satellite. Da Potenza una tecnica innovativa
Resti di un villaggio medievale sepolti a Monte Irsi, al confine tra Basilicata e Puglia. E non solo: un antico insediamento di Monte Serico che rivela la sua fisionomia originale; e, a Metaponto, una rete di canali scavata 2000 anni fa e ormai scomparsa. Tracce del nostro passato riemergono in Lucania, ma a rivelarle non sono più i tradizionali scavi, bensì le immagini catturate dallo spazio e rielaborate a scopo archeologico. Tutto questo grazie a una nuova tecnica sviluppata presso il Cnr di Potenza e basata su un presupposto: la presenza di strutture sepolte nel sottosuolo modifica le proprietà del terreno, influenzando la crescita della vegetazione, l'umidità e l'altimetria. Si producono, così, anomalie non sempre visibili dall'occhio umano e dalle foto aeree, ma che è possibile rilevare elaborando i cosiddetti dati "multispettrali" offerti dai sensori di ultima generazione di satelliti come QuickBird. Quasi a confermare che da lontano, a volte, le cose si vedono meglio: anche quando appartengono a un passato che sembra dimenticato.
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