Rischia di portare la firma di Pietro Folena, il primo provvedimento legislativo in materia di arte contemporanea della storia repubblicana. E comunque vada a finire è già suo il merito di aver avviato la prima indagine conoscitiva sulla "condizione del sistema dell'arte in Italia". Su sollecitazione di un gruppo di "addetti ai lavori" - artisti, curatori, critici - il presidente della commissione Cultura della Camera si è lanciato nel progetto con straordinaria sollecitudine. Ma andiamo con ordine: durante il dibattito sulla finanziaria, Ennio Calabria, Alberto Sughi, Achille Perilli, Guido Strazza, Luigi Martini e molti altri, hanno inviato ai rappresentanti del governo un documento nel quale si facevano presenti le reali condizioni di vita e di lavoro degli operatori dell'arte. La questione dell'Iva, anzitutto, che in Italia pesa sugli artisti più che in ogni altro Paese europeo, e la mancanza di una associazione di categoria con la conseguente inesistenza di una qualsiasi forma di tutela pensionistica e previdenziale. Problemi, quelli appena ricordati, che però non hanno trovato spazio nell'elaborazione della legge Finanziaria: è stata la commissione Cultura a farsene carico, e proprio questa mattina alla Camera inizieranno le audizioni «sulla base delle quali», ci spiega il portavoce del tavolo di lavoro Luigi Martini, «Folena e colleghi decideranno se sottoporre al Parlamento un progetto di legge-quadro o una serie di provvedimenti specifici dedicati all'arte contemporanea». Primi convocati sono, oltre Martini, Guido Strazza, Ennio Calabria e Mimmo Paladino. Poi toccherà ai presidenti del mondo delle associazioni (musei, gallerie nazionali, gallerie romane, critici) e successivamente ai collezionisti e al mondo dell'editoria di settore. E' proprio un rappresentante dell'editoria, a spiegare quali siano le questioni più urgenti da affrontare: «Del mondo dell'arte non si sa niente», dice il direttore di Exibart Massimiliano Tonelli, «quanti posti di lavoro genera il settore? Quanto è il fatturato complessivo delle compravendite? E questo fatturato, è cresciuto o è diminuito rispetto allo scorso anno? Quante gallerie d'arte esistono nel Paese? Una fiscalità punitiva, molto distante dalle medie europee, tiene tutto sommerso: le vendite non si fatturano, le gallerie figurano come associazioni culturali. Per risolvere la situazione serve una legge che normi l'ambito fiscale, ma anche la formazione (le accademie sono allo stremo), la promozione dell'arte all'estero, il diritto d'autore, la governance dei musei pubblici e molto altro». Lui da Folena probabilmente ci andrà. Gli altri interessati, inizino a mettersi in fila.
Una legge per l'arte contemporanea
Il presidente della commissione Cultura della Camera, Pietro Folena, ha iniziato un'indagine conoscitiva sulla "condizione del sistema dell'arte in Italia". Il progetto è stato avviato su sollecitazione di un gruppo di addetti ai lavori, tra cui artisti, curatori e critici. Durante il dibattito sulla finanziaria, un gruppo di deputati ha inviato un documento ai rappresentanti del governo, denunciando le reali condizioni di vita e di lavoro degli operatori dell'arte. La questione dell'Iva e la mancanza di una associazione di categoria hanno ricevuto attenzione.
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