Sarà lo scenografo italo-francese Richard Peduzzi a firmare lo studio di fattibilità per il riallestimento del Museo del Risorgimento. E' il direttore dell'Acadèmie de France di Villa Medici a Roma, di cui ha ristrutturato gli spazi. Il suo nome è legato a importanti interventi di rango internazionale. Spaziano dal cinema al teatro, dai musei all'opera. A Parigi ha lavorato al Gran Palais, al Musèe d'Orsay, al Musèe du Luxembourg. Al Louvre ha riallestito tutta la parte dedicata alla sua storia. A New York ha collaborato con il Guggenheim Museum. Nel teatro d'opera si è espresso con allestimenti scenografici a Salisburgo, Baireuth e ora alla Scala. Nel cinema è stato a lungo impegnato a fianco del regista Patrice Chéreau. Esaminato il suo ricco curriculum, la Compagnia di San Paolo gli ha conferito l'incarico di elaborare proposte per spettacolarizzare il progetto scientifico elaborato da Umberto Levra e dai suoi collaboratori per rinnovare il Museo di Palazzo Carignano. E' un impegno per il quale la Compagnia ha già stanziato un milione e 700 mila euro, a fronte di un fabbisogno stimato 5 milioni. «Peduzzi - spiega Dario Disegni, a nome della Compagnia - ci consegnerà le sue proposte entro quattro mesi». Le elaborerà partendo dalle linee definite da Levra, contenute in un supporto informatico che gli offrirà la ricostruzione virtuale di tutte le sale in cui dovrà esprimersi, complete dei cimeli che verranno esposti. «Saranno duemila - ricorda Levra - scelti fra i 25454 che il Museo possiede. Ne esporremo 500 di meno rispetto il vecchio allestimento, ma saranno più raccontati, facendo ampio ricorso a video e tecnologie spettacolari». Verranno distribuiti su 25 sale. Ognuna di esse sarà caratterizzata da un oggetto simbolo, che segnerà il tema trattato, in un teatro di spazi riformulati da cantieri che già stanno rinnovando l'impiantistica. La principale novità architettonica sarà il recupero del «corridoio dei passi perduti», che avrebbe dovuto accogliere il viavai dei rappresentanti del primo parlamento italiano. Verrano riaperte le arcate che lo univano in origine all'aula. Erano state tamponate nel 1961, per mutare l'ambiente in galleria espositiva. «Il nuovo percorso storico del Museo - ricorda Levra - partirà dalla rivoluzione francese e si concluderà con la liberazione di Trento e Trieste, alla fine della prima guerra mondiale». Svilupperà il discorso fin dai primi gradini dell'ingresso. Lo scalone monumentale sarà lo scenario che ricorderà i precedenti allestimenti del Museo. Le sue nicchie ospiteranno grandi statue dell'Italia, fra bandiere ed armi, ad evocare le scenografie che lo caratterizzarono nel 1884 e nel 1908. Il visitatore sarà accolto «da luci antiche», dalle quali emergeranno le «erme» dei grandi italiani dei secoli scorsi, «per dare l'idea - nota Levra - di una storia d'Italia che arriva da lontano». In vetta allo scalone saranno esposti i cimeli di Vittorio Emanuele II, sotto un suo grande ritratto. Di qui la narrazione del passato si completerà con le memorie sabaude narrate dagli allestimenti del 1935 e 1938. All'improvviso le ombre saranno dissolte da vivida luce. Celebrerà l'avvento del secolo dei lumi, della Rivoluzione Francese, dei suoi principi, fino ai fasti di Napoleone. «Esporremo - annuncia Levra - un repertorio di oggetti mai proposti prima, pari al 70 per cento delle nuove sale, per raccontare un'epopea dalla quale nacquero le idee di nazionalità dell'Ottocento». Qui dovrebbero essere esposte le stampe della collezione Marianetti, d'imminente acquisizione. Ampio spazio sarà dato ai Moti del 1821, alle riforme di Carlo Alberto, come pure al fatidico anno 1848, che in Europa vide divampare le grandi rivoluzioni liberali. Saranno narrate da tre video, realizzati con memorie fornite dai principali musei del continente. «Non si dimenticherà Torino» assicura Levra. Dietro il parlamento Subalpino si proietteranno i suoi più importanti dibattiti. Mentre, grazie alla Fondazione Bersezio, si realizzerà un lungometraggio intitolato «Torino, l'Italia e l'Europa».
"Le roi" della scenografia al Museo del Risorgimento
Il Museo del Risorgimento di Palazzo Carignano a Torino ha deciso di riallestire il suo spazio espositivo con l'aiuto dello scenografo italo-francese Richard Peduzzi. La Compagnia di San Paolo ha stanziato 1,7 milioni di euro per il progetto, che prevede la creazione di 25 sale con oggetti simboli e tecnologie spettacolari. Il nuovo allestimento partirà dalla rivoluzione francese e si concluderà con la liberazione di Trento e Trieste. Saranno esposti 2.554 oggetti, tra cui stampe e cimeli storici. Il visitatore sarà accolto da luci antiche e statue dei grandi italiani.
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